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Nel gennaio 1925 assunse <i>de facto</i> poteri dittatoriali e dal dicembre dello stesso anno acquisì il titolo di capo del governo primo ministro segretario di Stato. Dopo la guerra d'Etiopia, aggiunse al titolo di Duce quello di \"Fondatore dell'Impero\", e divenne Primo Maresciallo dell'Impero il 30 marzo 1938. Fu capo della Repubblica Sociale Italiana dal settembre 1943 al 27 aprile 1945.</p>\n<p>Fu esponente di spicco del Partito Socialista Italiano, e direttore del quotidiano socialista <i>Avanti!</i> dal 1912. Convinto anti-interventista negli anni della guerra italo-turca e in quelli precedenti la prima guerra mondiale, nel 1914 cambiò improvvisamente opinione, dichiarandosi a favore dell'intervento in guerra. Trovatosi in netto contrasto con la linea del partito, si dimise dalla direzione dell'<i>Avanti!</i> e fondò <i>Il Popolo d'Italia</i>, schierato su posizioni interventiste, venendo quindi espulso dal PSI. Nell'immediato dopoguerra, cavalcando lo scontento per la \"vittoria mutilata\", fondò i Fasci italiani di combattimento (1919), poi divenuti Partito Nazionale Fascista nel 1921, e si presentò al Paese con un programma politico nazionalista e radicale.</p>\n<p>Nel contesto di forte instabilità politica e sociale successivo alla Grande Guerra, puntò alla presa del potere; forzando la mano alle istituzioni, con l'aiuto di atti di squadrismo e d'intimidazione politica che culminarono il 28 ottobre 1922 con la Marcia su Roma, Mussolini ottenne l'incarico di costituire il Governo (30 ottobre). Dopo il contestato successo alle elezioni politiche del 1924, instaurò nel gennaio 1925 la dittatura, risolvendo con forza la delicata situazione venutasi a creare dopo l'assassinio di Giacomo Matteotti. Negli anni successivi consolidò il regime, affermando la supremazia del potere esecutivo, trasformando il sistema amministrativo e inquadrando le masse nelle organizzazioni di partito.</p>\n<p>Nel 1935, Mussolini decise di occupare l'Etiopia, provocando l'isolamento internazionale dell'Italia. Appoggiò quindi i franchisti nella Guerra civile spagnola e si avvicinò alla Germania Nazista di Adolf Hitler, con il quale stabilì un legame che culminò con il Patto d'Acciaio nel 1939. È in questo periodo che furono approvate in Italia le leggi razziali.</p>\n<p>Nel 1940, ritenendo ormai prossima la vittoria della Germania, fece entrare l'Italia nella seconda guerra mondiale. In seguito alle disfatte subite dalle Forze Armate italiane e alla messa in minoranza durante il Gran consiglio del fascismo (ordine del giorno Grandi del 24 luglio 1943), fu arrestato per ordine del Re (25 luglio) e successivamente tradotto a Campo Imperatore. Liberato dai tedeschi, e ormai in balia delle decisioni di Hitler, instaurò nell'Italia settentrionale la Repubblica Sociale Italiana. In seguito alla definitiva sconfitta delle forze italotedesche, abbandonò Milano la sera del 25 aprile 1945, dopo aver invano cercato di trattare la resa. Il tentativo di fuga si concluse il 27 aprile con la cattura da parte dei partigiani a Dongo, sul Lago di Como. 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L'operazione Husky costituì una delle più grandi azioni navali mai realizzate fino ad allora. Le grandi unità impegnate appartenevano alla 7ª Armata USA al comando del generale George S. Patton, e l'8ª Armata britannica al comando del generale Bernard Law Montgomery, riunite nel 15º Gruppo di Armate, sotto la responsabilità del generale inglese Harold Alexander.</p>\n<p>La campagna ebbe inizio con lo sbarco in Sicilia, a Licata, tra Gela e Scoglitti e tra Pachino e Siracusa, delle forze alleate, tra il 9 e il 10 luglio 1943, a cui presero parte circa 160.000 uomini. Perdite militari italiani sono segnalati per essere 4.325 morti, 32.500 feriti e 116.681 catturati.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1205\nCPU time usage: 0.500 seconds\nReal time usage: 0.567 seconds\nPreprocessor visited node count: 1906/1000000\nPreprocessor generated node count: 15149/1500000\nPost‐expand include size: 48202/2048000 bytes\nTemplate argument size: 17532/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 11/40\nExpensive parser function count: 0/500\nLua time usage: 0.017s\nLua memory usage: 484 KB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Operazione Husky\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Operazione Husky"},{"id":"wk-4","pos":{"top":5,"left":98},"time":{"start":365,"end":397},"art":"Fallschirmjäger","lang":"it","wiki":"<div>\n<p>I <b>Fallschirmjäger</b> (letteralmente: fanteria leggera/cacciatori <i>Jäger</i>, con paracadute <i>Fallschirm</i>) sono i paracadutisti nelle forze armate tedesche: l'attuale Bundeswehr e la Wehrmacht nella seconda guerra mondiale.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1134\nCached time: 20151026144432\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.027 seconds\nReal time usage: 0.028 seconds\nPreprocessor visited node count: 1/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 0/2097152 bytes\nTemplate argument size: 0/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 1/40\nExpensive parser function count: 0/500\nNumber of Wikibase entities loaded: 0-->\n\n<!-- \nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 0.000 1 - -total\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Fallschirmjäger\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Fallschirmjäger"},{"id":"wk-5","pos":{"top":5,"left":98},"time":{"start":499,"end":529.3},"art":"Fieseler Fi 156","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/14/Fieseler_Fi_156C-1_Storch_USAF.jpg/280px-Fieseler_Fi_156C-1_Storch_USAF.jpg\"></div><br><div>\n<p>Il <b>Fieseler Fi 156 <i>\"Storch\"</i></b> (<i>Cicogna</i> in lingua tedesca) era un monomotore da appoggio, salvataggio, collegamento ed osservazione ad ala alta, prodotto dall'azienda tedesca Gerhard-Fieseler-Werke GmbH tra gli anni trenta e quaranta ed utilizzato, principalmente dalla Luftwaffe e dalle forze aeree dell'Asse, durante il periodo della seconda guerra mondiale.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1195\nCPU time usage: 0.216 seconds\nReal time usage: 0.260 seconds\nPreprocessor visited node count: 883/1000000\nPreprocessor generated node count: 5062/1500000\nPost‐expand include size: 13352/2048000 bytes\nTemplate argument size: 2511/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 9/40\nExpensive parser function count: 0/500\nLua time usage: 0.017s\nLua memory usage: 595 KB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Fieseler Fi 156\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Fieseler Fi 156"},{"id":"wk-6","pos":{"top":5,"left":98},"time":{"start":615.7,"end":645.7},"art":"Vittorio Ambrosio","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/1/1d/Ambrosio_Vittorio.jpg/220px-Ambrosio_Vittorio.jpg\"></div><br><div>\n<p><b>Vittorio Ambrosio</b> (Torino, 28 luglio 1879 – Alassio, 19 novembre 1958) è stato un generale italiano. Partecipò alla Guerra italo-turca e alla prima guerra mondiale. Nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, fu Capo di Stato Maggiore dell'Esercito. Dal 1º febbraio al novembre 1943 fu Capo di Stato Maggiore generale ed ebbe un ruolo importante durante le torbide e oscure vicende dell'armistizio dell'8 settembre 1943.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1117\nCached time: 20151026143422\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.201 seconds\nReal time usage: 0.235 seconds\nPreprocessor visited node count: 410/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 8731/2097152 bytes\nTemplate argument size: 1230/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 10/40\nExpensive parser function count: 11/500\nLua time usage: 0.089/10.000 seconds\nLua memory usage: 1.59 MB/50 MB\nNumber of Wikibase entities loaded: 1-->\n\n<!-- \nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 178.074 1 - -total\n 53.93% 96.043 1 - Template:Bio\n 45.97% 81.864 1 - Template:Infobox_militare\n 38.47% 68.506 1 - Template:Infobox\n 2.01% 3.571 1 - Template:Str_left\n 1.73% 3.075 1 - Template:Icona_forza_armata\n 1.53% 2.723 1 - Template:ITA_1861-1946\n 1.25% 2.233 1 - Template:Cn2\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio Ambrosio\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Vittorio Ambrosio"},{"id":"wk-7","pos":{"top":5,"left":98},"time":{"start":712,"end":742},"art":"Bombardamento di Roma","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/7/76/Bombardamento_di_Roma.gif/280px-Bombardamento_di_Roma.gif\"></div><br><div>\n\n<p>Il primo <b>bombardamento di Roma</b> avvenne il 19 luglio del 1943, durante la seconda guerra mondiale, ad opera di bombardieri statunitensi.</p>\n\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1233\nCached time: 20151026143603\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.141 seconds\nReal time usage: 0.174 seconds\nPreprocessor visited node count: 930/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 39101/2097152 bytes\nTemplate argument size: 5425/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 11/40\nExpensive parser function count: 3/500\nLua time usage: 0.044/10.000 seconds\nLua memory usage: 1.18 MB/50 MB\nNumber of Wikibase entities loaded: 1-->\n\n<!-- \nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 116.037 1 - -total\n 78.74% 91.366 1 - Template:Infobox_bombardamento\n 74.58% 86.540 1 - Template:Infobox\n 26.76% 31.054 1 - Template:Coord\n 21.17% 24.563 1 - Template:Campagnabox_Campagna_d'Italia_(Seconda_guerra_mondiale)\n 18.92% 21.958 1 - Template:Campagna\n 16.96% 19.684 1 - Template:Navbox\n 9.45% 10.967 4 - Template:Bandiera\n 9.01% 10.457 1 - Template:Mappa_di_localizzazione\n 6.71% 7.787 1 - Template:USA_1912-1959\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Bombardamento di Roma\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Bombardamento di Roma"},{"id":"wk-8","pos":{"top":5,"left":98},"time":{"start":810.2,"end":840.2},"art":"Clara Petacci","lang":"it","wiki":"<div>\n<p><b>Clarice Petacci</b> conosciuta come <b>Clara</b> o <b>Claretta</b> (Roma, 28 febbraio 1912 – Giulino di Mezzegra, 28 aprile 1945) è nota per essere stata amante di Benito Mussolini, da lei idolatrato fin dall'infanzia. Era sorella dell'attrice Miria di San Servolo (vero nome Maria Petacci).<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1204\nCPU time usage: 0.108 seconds\nReal time usage: 0.127 seconds\nPreprocessor visited node count: 64/1000000\nPreprocessor generated node count: 393/1500000\nPost‐expand include size: 1241/2048000 bytes\nTemplate argument size: 0/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 4/40\nExpensive parser function count: 10/500\nLua time usage: 0.028s\nLua memory usage: 1.24 MB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Clara Petacci\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Clara Petacci"},{"id":"wk-9","pos":{"top":5,"left":98},"time":{"start":983.1,"end":1013.1},"art":"Dino Grandi","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/d/d8/DinoGrandi.jpg/225px-DinoGrandi.jpg\"></div><br><div>\n<p><b>Dino Grandi</b> conte di Mordano (Mordano, 4 giugno 1895 – Bologna, 21 maggio 1988) è stato un politico e diplomatico italiano, ministro degli Affari Esteri, Ministro Guardasigilli e ambasciatore a Londra.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1120\nCPU time usage: 0.128 seconds\nReal time usage: 0.161 seconds\nPreprocessor visited node count: 536/1000000\nPreprocessor generated node count: 4199/1500000\nPost‐expand include size: 3199/2048000 bytes\nTemplate argument size: 748/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 6/40\nExpensive parser function count: 13/500\nLua time usage: 0.022s\nLua memory usage: 1.26 MB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Dino Grandi\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Dino Grandi"},{"id":"wk-10","pos":{"top":5,"left":98},"time":{"start":1153.3,"end":1183.3},"art":"Vittorio Emanuele III di Savoia","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/9c/Victor_Emmanuel_III_of_Italy.jpg/214px-Victor_Emmanuel_III_of_Italy.jpg\"></div><br><div>\n\n\n<p><b>Vittorio Emanuele III di Savoia</b> (<i>Vittorio Emanuele Ferdinando Maria Gennaro di Savoia</i> Napoli, 11 novembre 1869 – Alessandria d'Egitto, 28 dicembre 1947) fu re d'Italia (dal 1900 al 1946), imperatore d'Etiopia (dal 1936 al 1943), Primo Maresciallo dell'Impero (dal 4 aprile 1938) e re d'Albania (dal 1939 al 1943). Abdicò il 9 maggio 1946 e gli succedette il figlio Umberto II.</p>\n<p>Figlio di Umberto I di Savoia e di Margherita di Savoia, ricevette alla nascita il titolo di principe di Napoli, nell'evidente intento di sottolineare l'unità nazionale, raggiunta da poco.</p>\n<p>Il suo lungo regno (quarantasei anni) vide, oltre alle due guerre mondiali, l'introduzione del suffragio universale maschile (1912), delle prime importanti forme di protezione sociale, il declino e il crollo dello Stato liberale (1900-1922), la nascita e il crollo dello Stato fascista (1925-1943), la composizione della Questione romana (1929), il raggiungimento dei massimi confini territoriali dell'Italia unita, le maggiori conquiste in ambito coloniale (Libia ed Etiopia). Morì quasi due anni dopo la caduta del Regno d'Italia. Per la sua partecipazione a due guerre mondiali, e la vittoria nella prima fu soprannominato <i>Re soldato</i> e <i>Re vittorioso</i>.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1117\nCPU time usage: 0.476 seconds\nReal time usage: 0.530 seconds\nPreprocessor visited node count: 1075/1000000\nPreprocessor generated node count: 5228/1500000\nPost‐expand include size: 35997/2048000 bytes\nTemplate argument size: 18024/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 11/40\nExpensive parser function count: 15/500\nLua time usage: 0.038s\nLua memory usage: 1.25 MB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio Emanuele III di Savoia\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Vittorio Emanuele III di Savoia"},{"id":"wk-11","pos":{"top":5,"left":98},"time":{"start":1330.8,"end":1360.8},"art":"Rachele Guidi","lang":"it","wiki":"<div>\n<p><b>Rachele Guidi Mussolini</b> (Predappio Alta, 11 aprile 1890 – Forlì, 30 ottobre 1979) , conosciuta anche come <b>Donna Rachele</b>, fu la consorte di Benito Mussolini.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1127\nCPU time usage: 0.152 seconds\nReal time usage: 0.176 seconds\nPreprocessor visited node count: 52/1000000\nPreprocessor generated node count: 321/1500000\nPost‐expand include size: 1059/2048000 bytes\nTemplate argument size: 0/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 4/40\nExpensive parser function count: 12/500\nLua time usage: 0.044s\nLua memory usage: 1.25 MB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Rachele Guidi\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Rachele Guidi"},{"id":"wk-12","pos":{"top":5,"left":98},"time":{"start":1795,"end":1825},"art":"Kurt Student","lang":"it","wiki":"<div>\n<p><b>Kurt Student</b> (Birkholz, 12 maggio 1890 – Lemgo, 1º luglio 1978) è stato un generale tedesco, della Luftwaffe. Fu uno dei più brillanti generali tedeschi durante la Seconda guerra mondiale, e con Heinz Guderian condivise il ruolo di grande innovatore delle tecniche e delle strategie di combattimento: egli fu infatti il creatore dei paracadutisti e delle truppe aviotrasportate.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1192\nCached time: 20151026150241\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.151 seconds\nReal time usage: 0.189 seconds\nPreprocessor visited node count: 37/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 1156/2097152 bytes\nTemplate argument size: 0/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 3/40\nExpensive parser function count: 12/500\nLua time usage: 0.085/10.000 seconds\nLua memory usage: 1.64 MB/50 MB\nNumber of Wikibase entities loaded: 1-->\n\n<!-- \nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 141.423 1 - Template:Bio\n100.00% 141.423 1 - -total\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Kurt Student\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Kurt Student"},{"id":"wk-13","pos":{"top":5,"left":98},"time":{"start":1876.1,"end":1906.1},"art":"Luftwaffe (Wehrmacht)","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/cf/Flag_of_the_NSDAP_(1920–1945).svg/20px-Flag_of_the_NSDAP_(1920–1945).svg.png\"></div><br><div>\n<p>La <b>Luftwaffe</b> (letteralmente: arma dell'aria, pronuncia: <span title=\"Questa è una trascrizione IPA della pronuncia. Vedere l'alfabeto fonetico internazionale.\" class=\"IPA\">ˈlʊftvafə</span> <span class=\"noprint\"><span class=\"unicode audiolink\">Ascolta</span></span>) fu l'aviazione militare tedesca, parte integrante della Wehrmacht durante il secondo conflitto mondiale. Coinvolta in tutti i teatri di guerra, contribuì, soprattutto durante i primi anni di scontri, alla buona riuscita della tattica della \"guerra lampo\" adottata dalle forze armate tedesche. Vittoriosa in Polonia e in Francia, subì una prima battuta d'arresto nella battaglia d'Inghilterra scontrandosi contro la Royal Air Force britannica, per poi rivolgere gran parte della sua attenzione al fronte orientale, dove durante l'operazione Barbarossa conquistò in poco tempo la superiorità aerea a scapito dell'inesperta aviazione sovietica.</p>\n<p>Il procedere del conflitto e il rovesciamento delle sorti della guerra significarono per la Luftwaffe la progressiva concentrazione delle forze nella difesa dello spazio aereo tedesco minacciato dai bombardieri britannici e statunitensi. L'avanzata Alleata fu però inesorabile e l'aviazione tedesca, in inferiorità numerica e con scarse quantità di carburante, non riuscì ad arginare l'offensiva Alleata nonostante l'impiego congiunto dei reparti contraerei (FlaK) e di rivoluzionari caccia a reazione, la cui produzione non fu mai abbastanza sufficiente a colmare le lacune in termini di unità.</p>\n<p>La Luftwaffe ebbe sotto il proprio controllo anche le unità di paracadutisti (Fallschirmjäger) e altre formazioni terrestri.</p>\n\n<p><br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1201\nCPU time usage: 0.196 seconds\nReal time usage: 0.240 seconds\nPreprocessor visited node count: 639/1000000\nPreprocessor generated node count: 4132/1500000\nPost‐expand include size: 9561/2048000 bytes\nTemplate argument size: 2494/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 10/40\nExpensive parser function count: 0/500\nLua time usage: 0.015s\nLua memory usage: 509 KB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Luftwaffe (Wehrmacht)\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Luftwaffe (Wehrmacht)"},{"id":"wk-14","pos":{"top":5,"left":98},"time":{"start":1983.9,"end":2013.9},"art":"Herbert Kappler","lang":"it","wiki":"<div>\n\n<p><b>Herbert Kappler</b> (Stoccarda, 23 settembre 1907 – Soltau, 9 febbraio 1978) è stato un ufficiale tedesco delle SS, comandante dell'SD e della Gestapo a Roma.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1147\nCached time: 20151026150354\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.115 seconds\nReal time usage: 0.148 seconds\nPreprocessor visited node count: 228/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 4278/2097152 bytes\nTemplate argument size: 1244/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 14/500\nLua time usage: 0.066/10.000 seconds\nLua memory usage: 1.63 MB/50 MB\nNumber of Wikibase entities loaded: 1-->\n\n<!-- \nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 131.045 1 - -total\n 81.99% 107.450 1 - Template:Bio\n 17.93% 23.491 1 - Template:F\n 15.02% 19.679 1 - Template:Avviso\n 6.67% 8.747 1 - Template:Categorie_avviso\n 2.61% 3.422 1 - Template:Icona_lavoro\n 1.88% 2.459 1 - Template:Argomenti_avviso\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Herbert Kappler\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Herbert Kappler"},{"id":"wk-15","pos":{"top":5,"left":98},"time":{"start":2116.2,"end":2146.2},"art":"Rocca delle Caminate","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/6/6b/Rocca_delle_Caminate_dopo_il_restauro.JPG/280px-Rocca_delle_Caminate_dopo_il_restauro.JPG\"></div><br><div><p><span style=\"font-size: small;\"></span></p>\n\n<p>La <b>Rocca delle Caminate</b> è un castello situato su una collina, a 356 metri di altitudine, nel comune di Meldola, a 4 km di distanza da Predappio e a 16 da Forlì. La sua fama deriva dal fatto di essere stata residenza estiva di Benito Mussolini negli anni trenta.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1228\nCached time: 20151026150412\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.080 seconds\nReal time usage: 0.118 seconds\nPreprocessor visited node count: 665/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 9918/2097152 bytes\nTemplate argument size: 1292/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 15/40\nExpensive parser function count: 4/500\nLua time usage: 0.024/10.000 seconds\nLua memory usage: 832 KB/50 MB\nNumber of Wikibase entities loaded: 1-->\n\n<!-- \nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 98.957 1 - -total\n 53.56% 53.002 1 - Template:Infobox_struttura_militare\n 47.30% 46.802 1 - Template:Infobox\n 46.32% 45.838 1 - Template:Coord\n 23.04% 22.801 1 - Template:IT-EMR\n 20.82% 20.599 1 - Template:Band_div\n 9.21% 9.111 2 - Template:Divisione_amministrativa/Stemmi\n 8.91% 8.821 1 - Template:Divisione_amministrativa/Voci\n 6.58% 6.513 3 - Template:Divisione_amministrativa/Stemmi/ITA\n 6.20% 6.132 1 - Template:Divisione_amministrativa/Voci/ITA\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Rocca delle Caminate\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Rocca delle Caminate"},{"id":"wk-16","pos":{"top":5,"left":98},"time":{"start":2501,"end":2531.3},"art":"Wilhelm Canaris","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/c5/Bundesarchiv_Bild_146-1979-013-43,_Wilhelm_Canaris.jpg/203px-Bundesarchiv_Bild_146-1979-013-43,_Wilhelm_Canaris.jpg\"></div><br><div>\n<p><b>Wilhelm Franz Canaris</b> (Dortmund, 1º gennaio 1887 – Flossenbürg, 9 aprile 1945) è stato un ammiraglio tedesco, a comando dell'Abwehr, il servizio segreto militare tedesco, dal 1935 al 1944.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1198\nCached time: 20151026152013\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.235 seconds\nReal time usage: 0.296 seconds\nPreprocessor visited node count: 712/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 10841/2097152 bytes\nTemplate argument size: 1994/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 11/40\nExpensive parser function count: 11/500\nLua time usage: 0.095/10.000 seconds\nLua memory usage: 1.73 MB/50 MB\nNumber of Wikibase entities loaded: 1-->\n\n<!-- \nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 220.473 1 - -total\n 50.41% 111.149 1 - Template:Bio\n 49.50% 109.128 1 - Template:Infobox_militare\n 40.91% 90.197 1 - Template:Infobox\n 11.34% 25.012 3 - Template:Bandiera\n 6.70% 14.774 1 - Template:DEU_1871-1918\n 4.24% 9.340 1 - Template:DEU_1933-1945\n 4.14% 9.126 1 - Template:DEU_1918-1933\n 3.58% 7.902 8 - Template:Naz/DEU_1871-1918\n 2.13% 4.696 8 - Template:Naz/DEU_1918-1933\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Wilhelm Canaris\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Wilhelm Canaris"},{"id":"wk-17","pos":{"top":5,"left":98},"time":{"start":2653,"end":2683},"art":"Lago di Bracciano","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/46/LakeBracciano.JPG/260px-LakeBracciano.JPG\"></div><br><div>\n<p>Il <b>Lago di Bracciano</b>, originariamente chiamato anche <i>Lago Sabatino</i> (latino: <i>Lacus Sabatinus</i>), è un lago di origine vulcanica situato nel nord della provincia di Roma. La sua superficie di 56,5 km² ne fa l'ottavo lago italiano per estensione (il terzo del Centro Italia dopo il lago Trasimeno e quello di Bolsena). La sua profondità massima, oggi scesa a 160 metri a sua volta, lo rende il sesto lago italiano per profondità (il secondo del centro Italia dopo il lago Albano).</p>\n<p>Il lago non presenta isole ed ha un piccolo emissario, il fiume Arrone, che origina sulla costa sudorientale e si getta nel mar Tirreno in località Maccarese. A due chilometri ad est del lago si trova il più piccolo lago di Martignano, anch'esso di origine vulcanica.</p>\n<p>Sulle sponde del lago sorgono le tre città di Bracciano, sul lato occidentale, Anguillara Sabazia, su quello sudorientale, e Trevignano Romano, su quello settentrionale. Un tratto della sponda orientale del lago è infine amministrativamente parte del comune di Roma.</p>\n<p>Il lago di Bracciano, assieme al lago di Martignano, è una popolare località turistica e balneare. Nel 1999 l'area è stata dichiarata Parco Regionale, con il nome di Parco regionale di Bracciano - Martignano.</p>\n\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1115\nCached time: 20151026144517\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.239 seconds\nReal time usage: 0.299 seconds\nPreprocessor visited node count: 1172/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 16335/2097152 bytes\nTemplate argument size: 1376/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 14/40\nExpensive parser function count: 6/500\nLua time usage: 0.068/10.000 seconds\nLua memory usage: 1.44 MB/50 MB\nNumber of Wikibase entities loaded: 1-->\n\n<!-- \nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 284.383 1 - -total\n 67.49% 191.932 1 - Template:Massa_d'acqua\n 17.71% 50.371 1 - Template:Coord\n 15.54% 44.201 1 - Template:Band_dip\n 13.00% 36.979 2 - Template:Band_div\n 12.37% 35.190 1 - Template:IT-LAZ\n 10.04% 28.544 1 - Template:Str_endswith\n 9.54% 27.120 1 - Template:Mappa_di_localizzazione\n 9.17% 26.086 2 - Template:Cita_web\n 5.85% 16.629 4 - Template:Divisione_amministrativa/Stemmi\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Lago di Bracciano\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Lago di Bracciano"},{"id":"wk-18","pos":{"top":5,"left":98},"time":{"start":2788.7,"end":2818.7},"art":"Funivia del Gran Sasso d'Italia","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/4f/FuniviaGranSasso.JPG/240px-FuniviaGranSasso.JPG\"></div><br><div>\n<p>La <b>Funivia del Gran Sasso d'Italia</b> è una funivia che collega la località turistica di Fonte Cerreto al versante occidentale di Campo Imperatore, nel cuore del massiccio del Gran Sasso d'Italia. 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Firmò, a nome dell'Italia, l'Armistizio di Cassibile del 3 settembre 1943, che sancì la cessazione delle ostilità tra l'Italia e le potenze alleate.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1196\nCPU time usage: 0.164 seconds\nReal time usage: 0.205 seconds\nPreprocessor visited node count: 374/1000000\nPreprocessor generated node count: 2484/1500000\nPost‐expand include size: 6769/2048000 bytes\nTemplate argument size: 727/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 9/40\nExpensive parser function count: 11/500\nLua time usage: 0.044s\nLua memory usage: 1.38 MB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe Castellano\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Giuseppe Castellano"},{"id":"wk-20","pos":{"top":5,"left":98},"time":{"start":3193.2,"end":3223.2},"art":"Armistizio di Cassibile","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/f/f1/Armistizio-1943-Castellano-Eisenhower-Cassibile.jpg/250px-Armistizio-1943-Castellano-Eisenhower-Cassibile.jpg\"></div><br><div>\n\n\n<p>L'<b>armistizio di Cassibile</b> (detto anche <b>armistizio corto</b>), fu un armistizio siglato segretamente, nella cittadina di Cassibile, il 3 settembre del 1943, e l'atto con il quale il Regno d'Italia cessò le ostilità contro le forze Anglo-Americane Alleate, nell'ambito della seconda guerra mondiale. In realtà non si trattava affatto di un armistizio, ma di una vera e propria resa senza condizioni.</p>\n<p>Poiché tale atto stabiliva la sua entrata in vigore dal momento del suo annuncio pubblico, esso è comunemente citato come \"8 settembre\", data in cui, alle 18:30, fu reso noto prima dai microfoni di Radio Algeri da parte del generale Dwight Eisenhower e, poco più di un'ora dopo, alle 19:42, confermato dal proclama del maresciallo Pietro Badoglio trasmesso dai microfoni dell'EIAR.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1144\nCPU time usage: 0.308 seconds\nReal time usage: 0.353 seconds\nPreprocessor visited node count: 585/1000000\nPreprocessor generated node count: 12687/1500000\nPost‐expand include size: 30772/2048000 bytes\nTemplate argument size: 10860/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 10/40\nExpensive parser function count: 0/500\nLua time usage: 0.018s\nLua memory usage: 483 KB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Armistizio di Cassibile\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Armistizio di Cassibile"},{"id":"wk-21","pos":{"top":5,"left":98},"time":{"start":3273.9,"end":3303.9},"art":"Dwight D. Eisenhower","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/b1/General_Dwight_D._Eisenhower.jpg/225px-General_Dwight_D._Eisenhower.jpg\"></div><br><div>\n\n<p><b>Dwight David \"Ike\" Eisenhower</b> (Denison, 14 ottobre 1890 – Washington, 28 marzo 1969) è stato un generale e politico statunitense. Ufficiale preparato e capace, dopo una brillante carriera nello stato maggiore dell'Esercito degli Stati Uniti venne inviato nel 1942 in Gran Bretagna a capo delle truppe statunitensi destinate a partecipare alla seconda guerra mondiale.</p>\n<p>Comandante in capo delle forze Alleate prima nel teatro del Mediterraneo nel 1942-1943 e quindi dal 1944 in Europa, dimostrò capacità militari e politico-diplomatiche, svolgendo un ruolo fondamentale di direzione e coordinamento degli eserciti alleati impegnati contro il Terzo Reich. 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Eisenhower"},{"id":"wk-22","pos":{"top":5,"left":98},"time":{"start":3574.9,"end":3604.9},"art":"Fernando Soleti","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http:null\"></div><br><div><p><b>Fernando Soleti</b> (1891 – 1978) è stato un militare italiano.</p>\n<p>Nel 1943 era generale di Polizia, Ispettore del Corpo dei Metropolitani di Roma.</p>\n<p>Il 25 luglio 1943 collaborò al colpo di Stato contro Mussolini voluto dal re.</p>\n<p>Il 12 settembre 1943 fu arrestato, tentò invano di suicidarsi e fu quindi costretto a forza dalle SS del capitano Otto Skorzeny ad imbarcarsi sugli alianti dei paracadutisti tedeschi che andavano a liberare Mussolini sul Gran Sasso. Fu di Karl Radl, un giovane sottufficiale tedesco, la brillante intuizione del coinvolgimento del Generale Soleti al fine della buona riuscita dell'operazione Quercia. All'arrivo nei pressi dell'albergo dove era custodito Mussolini ebbe un ruolo attivo nella liberazione incruenta attirando su di sé l'attenzione delle guardie e dei carabinieri e intimando loro di non sparare.</p>\n<p>Rilasciato dai tedeschi dopo la liberazione di Mussolini, rimase in clandestinità fino all'arrivo a Roma degli alleati. 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Nel 1943, venne nominato ministro dell'Interno del Reich. Catturato dalle forze inglesi per essere giudicato come criminale di guerra dal Tribunale militare internazionale di Norimberga, si diede la morte con del cianuro il 23 maggio 1945. 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Le sue sedute, che erano a porte chiuse, si tenevano solitamente a palazzo Venezia, Roma, sede dal giugno 1923 della Presidenza del Consiglio dei ministri.</p>\n\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1284\nCached time: 20170119134236\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.084 seconds\nReal time usage: 0.118 seconds\nPreprocessor visited node count: 630/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 8315/2097152 bytes\nTemplate argument size: 1181/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 10/40\nExpensive parser function count: 0/500\nLua time usage: 0.039/10.000 seconds\nLua memory usage: 2.09 MB/50 MB\n-->\n\n<!-- \nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 111.902 1 - -total\n 64.38% 72.047 1 - Template:Organo_governativo\n 58.03% 64.935 1 - Template:Infobox\n 28.94% 32.384 2 - Template:Wikidata\n 24.98% 27.949 1 - Template:Treccani\n 22.59% 25.284 1 - Template:Cita_testo\n 4.31% 4.822 1 - Template:ITA_1861-1946\n 3.33% 3.726 1 - Template:Controllo_Wikidata\n 3.31% 3.705 1 - Template:Bandiera\n 1.68% 1.885 3 - Template:Immagine_sinottico\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Gran consiglio del fascismo\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Gran consiglio del fascismo"},{"id":"wk-29","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1395.9,"end":1425.9},"art":"Pietro Badoglio","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/34/Pietro_Badoglio.jpg/212px-Pietro_Badoglio.jpg\"></div><br><div>\n\n<p><b>Pietro Badoglio</b> (Grazzano Monferrato, 28 settembre 1871 – Grazzano Badoglio, 1º novembre 1956) è stato un generale e politico italiano, maresciallo d'Italia, senatore e Capo del Governo dal 25 luglio 1943 all'8 giugno 1944.</p>\n<p>Fu nominato marchese del Sabotino <i>motu proprio</i> dal re Vittorio Emanuele e duca di Addis Abeba. Membro del PNF, dopo la deposizione di Mussolini guidò un governo militare durante la seconda guerra mondiale che condusse il paese all'armistizio dell'8 settembre 1943. Venne poi inserito nella lista dei criminali di guerra dell'ONU su richiesta dell'Etiopia, ma non venne mai processato.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1222\nCached time: 20170119134754\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.160 seconds\nReal time usage: 0.209 seconds\nPreprocessor visited node count: 1399/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 20782/2097152 bytes\nTemplate argument size: 4385/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 10/40\nExpensive parser function count: 12/500\nLua time usage: 0.103/10.000 seconds\nLua memory usage: 3.54 MB/50 MB\n-->\n\n<!-- \nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 169.670 1 - -total\n 59.68% 101.265 1 - Template:Bio\n 30.20% 51.245 1 - Template:Carica_pubblica\n 10.00% 16.970 1 - Template:Infobox_militare\n 7.51% 12.739 1 - Template:Infobox\n 5.87% 9.963 6 - Template:Carica_pubblica/Carica\n 2.56% 4.341 1 - Template:Box_immagine\n 1.55% 2.622 1 - Template:Immagine_sinottico\n 0.85% 1.446 1 - Template:Pipetrick\n 0.84% 1.417 1 - Template:Icona_forza_armata\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro Badoglio\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Pietro Badoglio"},{"id":"wk-30","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1447,"end":1473},"art":"Governo Badoglio I","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/34/Pietro_Badoglio.jpg/212px-Pietro_Badoglio.jpg\"></div><br><div>\n\n<p>Il <b>Governo Badoglio I</b> fu il sessantesimo governo del Regno d'Italia.</p>\n<p>Nominati i ministri il 26 luglio 1943, il governo rimase in carica dal giorno dopo al 24 aprile 1944 per un totale di 272 giorni, ovvero 9 mesi e 2 giorni. Fu un esecutivo tecnico-militare composto da sei generali, due prefetti, sei funzionari e due consiglieri di stato.</p>\n<p>Tre giorni dopo l'8 settembre 1943 le forze armate tedesche occuparono Roma. I principali membri del governo lasciarono la capitale al seguito di Vittorio Emanuele III. Non poterono seguire il re: Raffaele Guariglia, ministro degli Esteri, Umberto Ricci, ministro dell'Interno, Leonardo Severi, ministro dell'Educazione nazionale, Giovanni Acanfora, ministro degli Scambi e Valute, e Domenico Bartolini, ministro delle Finanze. A parte Guariglia, che si rifugiò nell'ambasciata di Spagna, gli altri ministri trovarono ospitalità presso il Palazzo del Laterano della Santa Sede.<br>\nIl Re e il Presidente del Consiglio si insediarono a Brindisi. Il governo provvisorio, sotto la tutela dell'Amministrazione Militare anglo-americana, ebbe giurisdizione sulle provincie di Bari, Brindisi, Lecce e Taranto.</p>\n<p>Badoglio diede incarico al ministro dell'Interno Umberto Ricci di coordinare l'attività dei ministri rimasti a Roma. Ricci convocò una riunione del consiglio dei ministri, che si concluse con l'autoscioglimento dell'organismo.</p>\n<p>Da Brindisi, in novembre, il Re nominò alcuni Sottosegretari facenti funzione di Ministri, in sostituzione di quelli rimasti nella Capitale. Nel febbraio 1944 il governo si stabilì a Salerno, ricevette dagli alleati il controllo di tutta l'Italia meridionale. Il presidente del consiglio Badoglio, con un rimpasto, procedette alla sostituzione dei ministri assenti.</p>\n<p>Il governo diede le dimissioni il 17 aprile 1944.</p>\n\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1206\nCached time: 20170119134915\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.080 seconds\nReal time usage: 0.095 seconds\nPreprocessor visited node count: 272/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 5735/2097152 bytes\nTemplate argument size: 526/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 10/40\nExpensive parser function count: 0/500\nLua time usage: 0.012/10.000 seconds\nLua memory usage: 549 KB/50 MB\n-->\n\n<!-- \nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 51.763 1 - -total\n 95.86% 49.619 1 - Template:Governo\n 90.08% 46.626 1 - Template:Infobox\n 19.28% 9.978 1 - Template:ITA_1861-1946\n 16.10% 8.334 1 - Template:Bandiera\n 6.03% 3.124 8 - Template:Naz/ITA_1861-1946\n 4.80% 2.483 1 - Template:Immagine_sinottico\n 3.84% 1.987 1 - Template:Torna_a\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Governo Badoglio I\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Governo Badoglio I"},{"id":"wk-31","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1477.1,"end":1507.1},"art":"Fernando Soleti","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http:null\"></div><br><div><p><b>Fernando Soleti</b> (1891 – 1978) è stato un militare italiano.</p>\n<p>Nel 1943 era generale di Polizia, Ispettore del Corpo dei Metropolitani di Roma.</p>\n<p>Il 25 luglio 1943 collaborò al colpo di Stato contro Mussolini voluto dal re. Successivamente, dopo essere stato arrestato dalle SS, tentò invano di suicidarsi, ed il 12 settembre 1943 fu quindi costretto a forza dalle SS del capitano Otto Skorzeny ad imbarcarsi sugli alianti dei paracadutisti tedeschi che andavano a liberare Mussolini sul Gran Sasso. Fu di Karl Radl, un giovane sottufficiale tedesco, la brillante intuizione del coinvolgimento del Generale Soleti al fine della buona riuscita dell'operazione Quercia. All'arrivo nei pressi dell'albergo dove era custodito Mussolini ebbe un ruolo attivo nella liberazione incruenta attirando su di sé l'attenzione delle guardie e dei carabinieri e intimando loro di non sparare.</p>\n<p>Rilasciato dai tedeschi dopo la liberazione di Mussolini, rimase in clandestinità fino all'arrivo a Roma degli alleati. 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Considerato un eroe di guerra dalla eccentrica personalità, Göring, dotato di grande energia e determinazione, fu accanto ad Hitler con un ruolo spesso decisivo in tutte le fasi iniziali del Nazismo fino alla presa del potere e alla costituzione del Terzo Reich.</p>\n<p>Dopo la presa del potere, Göring accumulò un gran numero di titoli, cariche, riconoscimenti e beni materiali, esaurendo in gran parte la sua energia seguendo uno stile di vita stravagante e dissipato. Contemporaneamente tuttavia Göring svolse una importantissima attività politica all'interno del Reich dirigendo, con il titolo supremo di Maresciallo del Reich, la creazione della Luftwaffe, la costituzione della polizia segreta, le attività repressive e anche il sistema concentrazionario e di sterminio.</p>\n<p>Con l'inizio della seconda guerra mondiale, Göring, pur mantenendo il ruolo e il titolo di \"numero due\" del regime, perse progressivamente il suo potere a causa soprattutto del suo comportamento morale discutibile e delle sconfitte della Luftwaffe, non in grado di impedire la distruzione delle città tedesche, né di ostacolare la crescente superiorità aerea del nemico. Nel 1945, dopo un fallimentare tentativo di succedere a Hitler e intavolare trattative con i nemici occidentali, venne arrestato dalle SS, una volta rilasciato (dopo la morte di Hitler) si consegnò agli Alleati per poi essere condannato a morte nel processo di Norimberga. Göring riuscì a sfuggire al patibolo, suicidandosi alla vigilia dell'esecuzione.</p>\n<p>Personalità complessa e contraddittoria, Göring dimostrò con le sue azioni una brutale carica di violenza e condivise sostanzialmente, con un ruolo direttivo, tutti i crimini del nazismo.</p>\n\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1279\nCached time: 20170119142916\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.180 seconds\nReal time usage: 0.235 seconds\nPreprocessor visited node count: 1919/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 29038/2097152 bytes\nTemplate argument size: 8699/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 18/500\nLua time usage: 0.118/10.000 seconds\nLua memory usage: 3.57 MB/50 MB\n-->\n\n<!-- \nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 200.808 1 - -total\n 57.95% 116.377 1 - Template:Bio\n 25.30% 50.802 1 - Template:Carica_pubblica\n 10.38% 20.847 1 - Template:Infobox_militare\n 9.93% 19.943 2 - Template:Pipetrick\n 9.33% 18.737 2 - Template:Str_prima\n 8.64% 17.348 1 - Template:Infobox\n 6.26% 12.566 1 - Template:NN\n 5.53% 11.098 1 - Template:Avviso\n 5.14% 10.329 6 - Template:Carica_pubblica/Carica\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Hermann Göring\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Hermann Göring"},{"id":"wk-36","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":3120.1,"end":3150.1},"art":"Campo Imperatore","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/0b/Yellow_flowers_at_Campo_Imperatore-1.jpg/260px-Yellow_flowers_at_Campo_Imperatore-1.jpg\"></div><br><div><p><span style=\"font-size: small\"></span></p>\n\n\n<p><b>Campo Imperatore</b> è un vasto altopiano, di origine glaciale e carsico-alluvionale, situato a circa 1800 m di quota in provincia dell'Aquila tra i territori comunali di Barisciano, Calascio, Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte, L'Aquila e Santo Stefano di Sessanio, nel cuore del massiccio del Gran Sasso d'Italia e all'interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. È sede di importanti strutture culturali e sportive.</p>\n\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1207\nCached time: 20170119144512\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.168 seconds\nReal time usage: 0.234 seconds\nPreprocessor visited node count: 641/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 8839/2097152 bytes\nTemplate argument size: 2340/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 14/40\nExpensive parser function count: 2/500\nLua time usage: 0.060/10.000 seconds\nLua memory usage: 1.52 MB/50 MB\n-->\n\n<!-- \nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 218.126 1 - -total\n 40.50% 88.334 1 - Template:Coord\n 28.69% 62.589 1 - Template:Valle\n 18.07% 39.417 2 - Template:Band_div\n 17.20% 37.519 1 - Template:IT-ABR\n 11.08% 24.164 1 - Template:Cita_web\n 9.45% 20.605 4 - Template:Divisione_amministrativa/Stemmi\n 7.71% 16.819 6 - Template:Divisione_amministrativa/Stemmi/ITA\n 6.83% 14.905 3 - Template:Divisione_amministrativa/Voci\n 5.78% 12.599 1 - Template:Citazione\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Campo Imperatore\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Campo Imperatore"},{"id":"wk-37","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":3329.9,"end":3359.9},"art":"Harald-Otto Mors","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/86/Flag_of_Germany_(3-2_aspect_ratio).svg/20px-Flag_of_Germany_(3-2_aspect_ratio).svg.png\"></div><br><div>\n\n\n<p><b>Harald-Otto Mors</b> (Alessandria d'Egitto, 18 novembre 1910 – Berg am See, 11 febbraio 2001) è stato un militare tedesco.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1277\nCached time: 20170119145032\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.104 seconds\nReal time usage: 0.149 seconds\nPreprocessor visited node count: 804/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 14998/2097152 bytes\nTemplate argument size: 4046/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 18/500\nLua time usage: 0.053/10.000 seconds\nLua memory usage: 2.7 MB/50 MB\n-->\n\n<!-- \nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 127.392 1 - -total\n 60.64% 77.249 1 - Template:Bio\n 26.53% 33.799 1 - Template:Infobox_militare\n 21.91% 27.913 1 - Template:Infobox\n 12.69% 16.169 1 - Template:NN\n 11.47% 14.606 1 - Template:Avviso\n 6.63% 8.445 1 - Template:Categorie_avviso\n 4.14% 5.279 2 - Template:Bandiera\n 3.29% 4.189 1 - Template:DEU_1918-1933\n 2.30% 2.926 1 - Template:DEU_1933-1945\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Harald-Otto Mors\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Harald-Otto Mors"},{"id":"wk-38","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":3437.4,"end":3467.4},"art":"Regno del Sud","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http:null\"></div><br><div>\n<p>L'espressione «<b>Regno del Sud</b>» è utilizzata in ambito storico, giornalistico, saggistico e archivistico per indicare il periodo di continuità amministrativa legittima del Regno d'Italia compreso tra il settembre 1943 e il giugno 1944 con la liberazione di Roma.</p>\n<p>Con «Regno del Sud» ci si riferisce quindi ai fatti avvenuti dopo l'armistizio di Cassibile quando il re Vittorio Emanuele III lasciò la capitale e il governo italiano, presieduto da Pietro Badoglio, si trasferì a Brindisi in territorio non occupato dai tedeschi. In uno stato di sovranità limitata dai termini dell'armistizio con le forze alleate e dal fatto che gran parte del territorio italiano era occupato dall'esercito tedesco, il governo controllava in questo periodo solo alcune zone dell'Italia meridionale, la Sardegna e, dal febbraio 1944, la Sicilia, estendendo la sua giurisdizione verso nord con l'avanzare del fronte di guerra.</p>\n\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1231\nCached time: 20170119145400\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.076 seconds\nReal time usage: 0.092 seconds\nPreprocessor visited node count: 232/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 15289/2097152 bytes\nTemplate argument size: 2570/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 7/40\nExpensive parser function count: 0/500\nLua time usage: 0.021/10.000 seconds\nLua memory usage: 1.01 MB/50 MB\n-->\n\n<!-- \nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 67.568 1 - -total\n 41.30% 27.906 1 - Template:Campagnabox_Campagna_d'Italia_(Seconda_guerra_mondiale)\n 38.85% 26.249 1 - Template:Campagna\n 36.62% 24.741 1 - Template:Navbox\n 30.12% 20.350 1 - Template:Cita_web\n 7.13% 4.816 3 - Template:Cita\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Regno del Sud\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Regno del Sud"},{"id":"wk-39","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":6503,"end":6535},"art":"Repubblica Sociale Italiana","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/b1/War_flag_of_the_Italian_Social_Republic.svg/125px-War_flag_of_the_Italian_Social_Republic.svg.png\"></div><br><div><p><span style=\"font-size: small\"></span></p>\n\n\n\n<p>La <b>Repubblica Sociale Italiana</b> (<b>RSI</b>) fu il regime, esistito tra il settembre 1943 e l'aprile 1945, voluto dalla Germania nazista e guidato da Benito Mussolini, al fine di governare parte dei territori italiani controllati militarmente dai tedeschi dopo l'armistizio di Cassibile. La sua natura giuridica è controversa: è considerata uno Stato fantoccio da gran parte della storiografia nonché dalla prevalente dottrina in materia di diritto internazionale; tuttavia alcuni storici e giuristi hanno problematizzato la portata di tale definizione, definendo la RSI vuoi un \"governo insurrezionale\" e quindi dotato di una propria soggettività, vuoi comunque un ente dotato di un ordinamento con carattere originale e non derivato da quello della Germania. Lo stesso Mussolini era comunque consapevole che i tedeschi considerassero il suo regime alla stregua di uno Stato fantoccio.</p>\n<p>L'attuale ordinamento italiano non le riconosce alcuna legittimità; infatti nel decreto legislativo luogotenenziale 5 ottobre 1944, n. 249 sull'\"Assetto della legislazione nei territori liberati\" essa è definita «sedicente governo della repubblica sociale italiana».</p>\n<p>Pur rivendicando tutto il territorio del Regno d'Italia, la RSI esercitò la propria sovranità solo sulle province non soggette all'avanzata alleata e all'occupazione tedesca diretta. Inizialmente la sua attività amministrativa si estendeva nominalmente fino alle province settentrionali della Campania, ritirandosi progressivamente sempre più a nord, in concomitanza con l'avanzata degli eserciti angloamericani. A nord, inoltre, i tedeschi istituirono due \"Zone di operazioni\" comprendenti dei territori che erano state parti dell'Impero austro-ungarico: le province di Trento, Bolzano e Belluno (Zona d'operazioni delle Prealpi) e le provincie di Udine, Gorizia, Trieste, Pola, Fiume e Lubiana (Zona d'operazioni del Litorale adriatico), sottoposte direttamente ai <i>Gauleiter</i> tedeschi del Tirolo e della Carinzia, <i>de facto</i>, anche se non formalmente annesse al Terzo Reich. L'exclave di Campione d'Italia fu inclusa nella Repubblica solo per pochi mesi, prima di essere liberata grazie ad una rivolta popolare appoggiata dai carabinieri.</p>\n<p>La RSI fu riconosciuta da Germania, Giappone, Bulgaria, Croazia, Romania, Slovacchia, Ungheria, Repubblica di Nanchino, Manciukuò e Thailandia, vale a dire da paesi alleati alle potenze dell'Asse o con truppe dell'Asse presenti al loro interno. Finlandia e Francia di Vichy, pur navigando nell'orbita nazista, non la riconobbero. Relazioni ufficiose furono mantenute con Argentina, Portogallo, Spagna e, tramite agenti commerciali, anche con la Svizzera.</p>\n<p>La strutturazione giuridico-istituzionale della RSI sarebbe dovuta essere demandata a un'assemblea costituente, come richiesto dal congresso del PFR (14-16 novembre 1943). Si sarebbe dovuta instaurare una «repubblica sociale» in linea con i principi programmatici, a cominciare dalla «socializzazione delle imprese», tracciati nel documento noto come <i>Manifesto di Verona</i> e approvato durante i lavori congressuali. Mussolini preferì però rinviare la convocazione della Costituente al dopoguerra limitandosi a far approvare dal Consiglio dei ministri del 24 novembre la denominazione di RSI.</p>\n<p>L'avanzata angloamericana nella primavera del 1945 e l'insurrezione del 25 aprile 1945 determinarono la fine della RSI, la quale cessò ufficialmente di esistere con la resa di Caserta del 29 aprile 1945 (operativa dal 2 maggio) sottoscritta dagli Alleati con il Comando Tedesco Sud-Ovest anche a nome dei corpi militari dello Stato fascista in quanto quest'ultimo non riconosciuto dagli Alleati come valido e autonomo.</p>\n<p>Fondamenti ideologico-giuridico-economici della Repubblica Sociale Italiana furono il fascismo, il socialismo nazionale, il repubblicanesimo, la socializzazione, la cogestione, il corporativismo e l'antisemitismo.</p>\n\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1280\nCached time: 20170119155756\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.148 seconds\nReal time usage: 0.195 seconds\nPreprocessor visited node count: 999/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 26813/2097152 bytes\nTemplate argument size: 8492/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 9/40\nExpensive parser function count: 0/500\nLua time usage: 0.046/10.000 seconds\nLua memory usage: 1.82 MB/50 MB\n-->\n\n<!-- \nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 152.331 1 - -total\n 36.83% 56.106 1 - Template:Coord\n 13.17% 20.068 1 - Template:Stato_storico\n 11.83% 18.015 1 - Template:Cita_web\n 11.43% 17.404 1 - Template:Campagnabox_Campagna_d'Italia_(Seconda_guerra_mondiale)\n 10.46% 15.931 1 - Template:Campagna\n 8.65% 13.178 1 - Template:Navbox\n 3.98% 6.067 2 - Template:Bandiera\n 3.35% 5.098 1 - Template:DEU_1933-1945\n 2.50% 3.812 5 - Template:Cita\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica Sociale Italiana\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Repubblica Sociale Italiana"},{"id":"wk-40","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":6778.9,"end":6808.9},"art":"Fine della seconda guerra mondiale in Europa","lang":"it","wiki":"<div>\n\n\n\n<p>Le battaglie finali del Teatro europeo della seconda guerra mondiale, assieme alla resa della Germania, ebbero luogo tra la fine di aprile e l'inizio di maggio del 1945.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1207\nCached time: 20170119160303\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.056 seconds\nReal time usage: 0.073 seconds\nPreprocessor visited node count: 210/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 32050/2097152 bytes\nTemplate argument size: 5835/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 7/40\nExpensive parser function count: 0/500\nLua time usage: 0.014/10.000 seconds\nLua memory usage: 708 KB/50 MB\n-->\n\n<!-- \nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 41.388 1 - -total\n 90.61% 37.502 2 - Template:Campagna\n 86.07% 35.623 2 - Template:Navbox\n 84.01% 34.771 1 - Template:Campagnabox_Fronte_Occidentale_(1940-1945)\n 15.74% 6.515 1 - Template:Campagnabox_Guerra_Asse-Unione_Sovietica\n 2.65% 1.095 1 - Template:Pbrk\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Fine della seconda guerra mondiale in Europa\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Fine della seconda guerra mondiale in Europa"}]}
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