{"video":[{"pos":{"top":0,"left":0},"time":{"start":571,"end":1417.531791},"spot":null,"idx":0,"id":"vd-0","videoId":0}],"contents":[{"id":"wk-0","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":49.7,"end":79.7},"art":"Maremma","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/0f/Maremma_from_Magliano_2.jpg/260px-Maremma_from_Magliano_2.jpg\"></div><br><div><p><span style=\"font-size: small;\"></span></p>\n\n<p>La <b>Maremma</b> (pronuncia: <span title=\"Questa è una trascrizione IPA della pronuncia. Vedere l'alfabeto fonetico internazionale.\" class=\"IPA\">[maˈremːma]</span>) è una vasta regione geografica compresa fra Toscana e Lazio che si affaccia sul Mar Tirreno e sul Mar Ligure.</p>\n<p>Erroneamente, spesso viene considerata Maremma soltanto quella grossetana, a causa della maggiore notorietà.</p>\n<p>Il toponimo deriva, per alcuni studiosi, dal latino <i>maritima</i>, per altri dal castigliano <i>marismas</i> che significa \"palude\" (non a caso, nei pressi di Castiglione della Pescaia è situata un'importante riserva naturale paludosa chiamata Diaccia Botrona).</p>\n<p>Dante ne individuava i confini tra Cecina (Livorno) e Tarquinia (Viterbo), già conosciuta come Corneto:</p>\n\n\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1115\nCPU time usage: 0.656 seconds\nReal time usage: 0.721 seconds\nPreprocessor visited node count: 1684/1000000\nPreprocessor generated node count: 9484/1500000\nPost‐expand include size: 17092/2048000 bytes\nTemplate argument size: 6613/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 14/40\nExpensive parser function count: 2/500\nLua time usage: 0.050/10.000 seconds\nLua memory usage: 519 KB/50 MB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Maremma\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Maremma"},{"id":"wk-1","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":90.3,"end":120.3},"art":"Via Aurelia","lang":"it","wiki":"<div>\n\n<p>La <b>via Aurelia</b> è un'antica via consolare iniziata alla metà del III secolo a.C. dal console Gaio Aurelio Cotta per collegare Roma a Cerveteri, poi prolungata fino collegare le nuove colonie militari di Cosa e Pyrgi fondate proprio nel corso del III secolo a.C. sul litorale tirrenico, in seguito alla definitiva sottomissione dell'Etruria.</p>\n<p>L'Aurelia (che nella numerazione delle strade statali adottata da parte dell'ANAS ha preso la numerazione di Strada statale 1 Via Aurelia o <i>SS1</i>) collega oggi Roma alla Francia costeggiando il Mar Tirreno ed il Mar Ligure.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1115\nCPU time usage: 0.096 seconds\nReal time usage: 0.115 seconds\nPreprocessor visited node count: 38/1000000\nPreprocessor generated node count: 347/1500000\nPost‐expand include size: 363/2048000 bytes\nTemplate argument size: 13/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 8/40\nExpensive parser function count: 0/500\nLua time usage: 0.003/10.000 seconds\nLua memory usage: 516 KB/50 MB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Via Aurelia\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Via Aurelia"},{"id":"wk-2","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":167.9,"end":197.9},"art":"Monti della Tolfa","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/8c/Tolfa_10-080325.jpg/250px-Tolfa_10-080325.jpg\"></div><br><div>\n<p>I <b>Monti della Tolfa</b> sono una serie di colline non molto alte che fanno parte dell'Antiappennino Laziale. Essi sono delimitati a Ovest e a Sud dalla costa tirrenica compresa tra Civitavecchia e Santa Severa, a Est dai Monti Sabatini e a Nord dal fiume Mignone e dai Monti Cimini.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1142\nCPU time usage: 0.840 seconds\nReal time usage: 1.144 seconds\nPreprocessor visited node count: 1712/1000000\nPreprocessor generated node count: 12921/1500000\nPost‐expand include size: 17305/2048000 bytes\nTemplate argument size: 1927/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 20/40\nExpensive parser function count: 4/500\nLua time usage: 0.072/10.000 seconds\nLua memory usage: 516 KB/50 MB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Monti della Tolfa\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Monti della Tolfa"},{"id":"wk-3","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":311.9,"end":341.9},"art":"Buttero","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http:null\"></div><br><div><p>Il <b>buttero</b> è il pastore a cavallo tipico della Maremma, della Campagna Romana e dell'Agro Pontino. Con una certa approssimazione tale termine può essere considerato l'equivalente italiano dell'inglese <i>cowboy</i>.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1124\nCPU time usage: 0.052 seconds\nReal time usage: 0.061 seconds\nPreprocessor visited node count: 1/1000000\nPreprocessor generated node count: 4/1500000\nPost‐expand include size: 0/2048000 bytes\nTemplate argument size: 0/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 1/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Buttero\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Buttero"},{"id":"wk-4","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":566.4,"end":596.4},"art":"Volpe","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n\n\n\n\n\n\n\n<p>Con il nome comune di <b>volpe</b> vengono indicate 24 specie di mammiferi carnivori appartenenti alla famiglia dei Canidi, diffusi in America, Europa, Asia e Africa, dalla tundra artica al centro delle città. Il più vasto dei generi di volpe, <i>Vulpes</i>, è anche il genere di Canidi con la più ampia distribuzione e uno dei suoi membri, la volpe rossa, è il più diffuso e con ogni probabilità il più adattabile Carnivoro.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1207\nCPU time usage: 0.200 seconds\nReal time usage: 0.237 seconds\nPreprocessor visited node count: 440/1000000\nPreprocessor generated node count: 6348/1500000\nPost‐expand include size: 4359/2048000 bytes\nTemplate argument size: 820/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 0/500\nLua time usage: 0.003/10.000 seconds\nLua memory usage: 516 KB/50 MB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Volpe\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Volpe"},{"id":"wk-5","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":616.7,"end":646.7},"art":"Sus scrofa","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n\n\n<p>Il <b>cinghiale</b> (<i>Sus scrofa</i> Linnaeus, 1758) è un mammifero artiodattilo della famiglia dei Suidi.</p>\n<p>Da sempre considerato al contempo una preda ambita per la sua carne ed un fiero avversario per la sua tenacia in combattimento, in virtù di questo strettissimo legame con l'uomo il cinghiale appare assai frequentemente, e spesso con ruoli da protagonista, nella mitologia di moltissimi popoli, e solo nel corso del secolo passato ha cessato di essere una fonte di cibo di primaria importanza per l'uomo, soppiantato in questo dal suo discendente domestico, il maiale.</p>\n<p>Originario dell'Eurasia e del Nordafrica, nel corso dei millenni il cinghiale è stato a più riprese decimato e reintrodotto in ampie porzioni del proprio areale ed anche in nuovi ambienti, dove si è peraltro radicato talmente bene, grazie alle sue straordinarie doti di resistenza ed adattabilità, che al giorno d'oggi viene considerato una delle specie di mammiferi a più ampia diffusione e risulta assai arduo tracciarne un profilo tassonomico preciso, in quanto le varie popolazioni, originariamente pure, hanno subito nel tempo l'apporto di esemplari alloctoni o di maiali rinselvatichiti.</p>\n\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1134\nCPU time usage: 0.356 seconds\nReal time usage: 0.404 seconds\nPreprocessor visited node count: 640/1000000\nPreprocessor generated node count: 6836/1500000\nPost‐expand include size: 11139/2048000 bytes\nTemplate argument size: 1792/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 0/500\nLua time usage: 0.031/10.000 seconds\nLua memory usage: 1.31 MB/50 MB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Sus scrofa\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Sus scrofa"},{"id":"wk-6","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":681.5,"end":711.5},"art":"Equus caballus","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n\n\n\n\n<p>Il <b>cavallo</b> (<i><b>Equus caballus</b></i> <span style=\"font-variant: small-caps\">Linnaeus</span>, 1758), è un mammifero di medio-grossa taglia appartenente all'ordine dei <i>Perissodactyla</i>, sottordine degli <i>Hippomorpha</i>, unico della famiglia <i>Equidae</i>, genere <i>Equus</i>, specie <i>Equus caballus</i>.</p>\n<p>L'evoluzione del cavallo è cominciata dai 55 ai 45 milioni di anni fa e ha portato dal piccolo <i>Hyracotherium</i> con più dita, al grande animale odierno, a cui rimane un unico dito. L'essere umano ha iniziato ad addomesticare i cavalli più tardi rispetto ad altri animali, attorno al 5.000 a.C. nelle steppe orientali dell'Asia (il tarpan), mentre in Europa lo si inizierebbe a vedere non prima del III millennio a.C. I cavalli della specie <i>caballus</i> sono tutti addomesticati, sebbene alcuni di questi vivano allo stato brado come cavalli inselvatichiti, diversi dai cavalli selvaggi che, invece, non sono mai stati addomesticati. L'unico cavallo selvaggio rimasto oggi è il quasi estinto cavallo di Przewalski. Il cavallo ha accompagnato e accompagna l'uomo in una notevole varietà di scopi: ricreativi, sportivi, di lavoro e di polizia, bellici, agricoli, ludici e terapeutici. Tutte queste attività hanno generato vari modi di cavalcare e guidare i cavalli usando ogni volta i finimenti più appropriati. L'uomo trae dal cavallo anche carne, latte, ossa, pelle e capelli, nonché estratti di urine e sangue per scopi farmaceutici.</p>\n<p>La femmina del cavallo, chiamata giumenta, ha un periodo di gestazione dei puledri di circa undici mesi, al termine dei quali il piccolo, una volta partorito, riesce a stare in piedi e a correre da solo dopo pochissimo tempo. Solitamente l'addomesticamento avviene dopo i tre anni di vita dell'animale. A cinque anni è completamente adulto, con una prospettiva di vita che si aggira sui 25-30 anni. Il cavallo presenta un'elevata specializzazione morfologica e funzionale all'ambiente degli spazi aperti come le praterie, in particolare ha sviluppato un efficace apparato locomotore e un apparato digerente adatto all'alimentazione con erbe dure integrate con modeste quantità di foglie, ramoscelli, cortecce e radici.</p>\n<p>Le oltre trecento razze di cavalli si dividono in base alla corporatura (dolicomorfi, mesomorfi e brachimorfi) e in base al temperamento (a sangue freddo, mezzo sangue e i cosiddetti purosangue). Il tipo brachimorfo comprende i cavalli da tiro (Shire, Vladimir, Gipsy Vanner, ecc.), il tipo dolicomorfo le \"razze leggere da sella\" (purosangue inglese, arabo, trottatori, ecc.), mentre il tipo mesomorfo comprende le \"razze da sella\" (inglese e americana, Quarter Horse, trottatori, ecc.).</p>\n\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1193\nCPU time usage: 0.364 seconds\nReal time usage: 0.549 seconds\nPreprocessor visited node count: 916/1000000\nPreprocessor generated node count: 9207/1500000\nPost‐expand include size: 19621/2048000 bytes\nTemplate argument size: 7651/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 3/500\nLua time usage: 0.017/10.000 seconds\nLua memory usage: 1.01 MB/50 MB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Equus caballus\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Equus caballus"},{"id":"wk-7","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":769.4,"end":799.4},"art":"Tarquinia","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/0/0f/Tarquinia-Stemma.png/80px-Tarquinia-Stemma.png\"></div><br><div>\n\n\n<p><b>Tarquinia</b> è un comune italiano di oltre 16.240 abitanti della provincia di Viterbo; dista dal capoluogo circa 45 chilometri.</p>\n\n\n\n\n\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1205\nCPU time usage: 0.712 seconds\nReal time usage: 0.846 seconds\nPreprocessor visited node count: 3203/1000000\nPreprocessor generated node count: 22893/1500000\nPost‐expand include size: 31439/2048000 bytes\nTemplate argument size: 3718/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 21/40\nExpensive parser function count: 7/500\nLua time usage: 0.118/10.000 seconds\nLua memory usage: 1.15 MB/50 MB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Tarquinia\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Tarquinia"},{"id":"wk-8","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":971.8,"end":1001.8},"art":"Circus pygargus","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n<p>L'<b>albanella minore</b> (<i>Circus pygargus</i>, Linnaeus 1758) è un uccello della famiglia degli Accipitridae.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1136\nCPU time usage: 0.280 seconds\nReal time usage: 0.551 seconds\nPreprocessor visited node count: 445/1000000\nPreprocessor generated node count: 6037/1500000\nPost‐expand include size: 6542/2048000 bytes\nTemplate argument size: 888/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Circus pygargus\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Circus pygargus"},{"id":"wk-9","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1153.6,"end":1183.6},"art":"Lago di Bolsena","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6a/Lago_bolsena_tramonto.jpg/260px-Lago_bolsena_tramonto.jpg\"></div><br><div>\n\n<p>Il <b>lago di Bolsena</b> (in Latino: <i>Lacus Volsiniensis</i> / <i>Lacus Volsinii</i>) è un lago dell'Italia centrale formatosi oltre 300&nbsp;000 anni fa in seguito al collasso calderico di alcuni vulcani appartenenti alla catena dei monti Volsini. È il lago di origine vulcanica più grande d'Europa.</p>\n<p>Ha una forma ovale, tipica per la sua origine, due isole e un fiume emissario. Ha un'area totale di <span style=\"white-space:nowrap; display:inline-block\">113,5&nbsp;km²</span> (quinto in Italia), si trova a <span style=\"white-space:nowrap; display:inline-block\">305&nbsp;m</span> s.l.m., ha una profondità massima di 151&nbsp;m nel punto di coordinate 42.596833 N, 11.933000 E e una profondità media di 81&nbsp;m.</p>\n<p>Si trova interamente nel territorio della provincia di Viterbo e precisamente nella parte a Nord, detta Alta Tuscia. Per una parte considerevole è lambito dalla strada consolare Cassia, a pochi chilometri dal monte Amiata.</p>\n<p>Numerosi sono gli insediamenti turistici, con particolare propensione per il turismo a contatto con la natura, prevalentemente nei campeggi, agriturismi e \"bed and breakfast\".</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1134\nCPU time usage: 0.828 seconds\nReal time usage: 0.896 seconds\nPreprocessor visited node count: 2180/1000000\nPreprocessor generated node count: 15598/1500000\nPost‐expand include size: 20138/2048000 bytes\nTemplate argument size: 2330/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 21/40\nExpensive parser function count: 4/500\nLua time usage: 0.063/10.000 seconds\nLua memory usage: 538 KB/50 MB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Lago di Bolsena\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Lago di Bolsena"},{"id":"wk-10","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1194,"end":1224},"art":"Agricoltura sinergica","lang":"it","wiki":"<div>\n\n<p>L'<b>agricoltura sinergica</b> è un metodo di coltivazione elaborato dall'agricoltrice spagnola Emilia Hazelip basandosi sulle intuizioni di Masanobu Fukuoka. Si basa sui principi elaborati da Fukuoka e <span title=\"Il testo selezionato deve essere comprovato da una fonte affidabile. Modifica la pagina per aggiungere fonti.\" style=\"background:#ffeaea; color:#444444\">dimostrati</span> dagli studi microbiologici di Alan Smith (dipartimento agricolo del New South Wales), che, mentre la terra fa crescere le piante, le piante creano suolo fertile attraverso i propri \"essudati radicali\", i residui organici che lasciano e la loro attività chimica, insieme a microrganismi, batteri, funghi e lombrichi.</p>\n<p><span title=\"\" style=\"background:#ffeaea; color:#444444\">Attraverso questo metodo di coltivazione viene restituito alla terra, in termini energetici, più di quanto si prende, promuovendo i meccanismi di autofertilità del suolo.</span></p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1194\nCPU time usage: 0.592 seconds\nReal time usage: 0.865 seconds\nPreprocessor visited node count: 5402/1000000\nPreprocessor generated node count: 12147/1500000\nPost‐expand include size: 6152/2048000 bytes\nTemplate argument size: 2337/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 11/40\nExpensive parser function count: 5/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Agricoltura sinergica\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Agricoltura sinergica"},{"id":"wk-11","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1332.6,"end":1362.6},"art":"Vulci","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/1a/Vulci_Ruins.JPG/300px-Vulci_Ruins.JPG\"></div><br><div><p><span style=\"font-size: small;\"></span></p>\n\n<p><b>Vulci</b> è un'antica città etrusca che oggi fa parte del territorio di Montalto di Castro, in Provincia di Viterbo, nella Maremma laziale. Pur essendo lontana dal mare, si trova su di una piattaforma calcarea lungo la riva destra del Fiora. Fu una delle più grandi città-stato dell'Etruria, con un forte sviluppo marinaro e commerciale con Grecia e Oriente, come testimoniano i sontuosi corredi funebri ritrovati nelle necropoli adiacenti, oggi sparsi nei musei di tutto il mondo.</p>\n<p>Nelle necropoli che circondano la città, situate nei territori di Montalto di Castro e Canino, nelle località di Cavalupo, Ponte Rotto, Polledrara, Osteria, Campo di Maggio e Camposcala, si trovano migliaia di tombe, dalle forme e tipologia diverse: fosse, tumuli, tombe a cassone, tombe a camera e tombe a corridoio. Tra le più note: il grandioso tumulo della <i>Cuccumella</i> (alto 18 metri e con un diametro di 75 metri), <i>la Cuccumelletta</i> e <i>la Rotonda</i>, <i>la tomba François</i>, situata nel territorio di Canino, quelle <i>dei Tori</i>, <i>delle Iscrizioni</i> e <i>dei Due Ingressi</i>. A Osteria sono presenti diverse tombe a camera caratterizzate dal soffitto scolpito, come era in uso nelle abitazioni etrusche.</p>\n<p>Tra i monumenti più suggestivi, il maestoso ponte detto <i>del Diavolo</i> (III sec. a.C.) che con i suoi 30 metri di altezza domina il fiume Fiora, nei pressi del castello medievale della Badia (XIII sec.).</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1208\nCPU time usage: 0.196 seconds\nReal time usage: 0.233 seconds\nPreprocessor visited node count: 552/1000000\nPreprocessor generated node count: 3117/1500000\nPost‐expand include size: 6817/2048000 bytes\nTemplate argument size: 716/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 15/40\nExpensive parser function count: 2/500\nLua time usage: 0.041/10.000 seconds\nLua memory usage: 709 KB/50 MB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Vulci\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Vulci"}]}
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