{"video":[{"pos":{"top":0,"left":0},"time":{"start":168,"end":1422},"spot":null,"idx":0,"id":"vd-0","videoId":0}],"contents":[{"id":"gm-0","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":37,"end":67},"zoom":6,"mapType":"roadmap","ind":"Parco Naturale dello Sciliar, Castelrotto, BZ, Italia","loc":{"lat":"46.50","lng":"11.58"}},{"id":"wk-1","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":119.3,"end":149.3},"art":"Alpe di Siusi","lang":"it","wiki":"<div>\n\n\n\n\n\n<p>L'<b>Alpe di Siusi</b> (in ladino <i>Mont Sëuc</i>, in tedesco <i>Seiser Alm</i>), è un altopiano dolomitico situato in Italia nell'Alto Adige.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.080 seconds\nReal time usage: 0.100 seconds\nPreprocessor visited node count: 14/1000000\nPreprocessor generated node count: 111/1500000\nPost‐expand include size: 213/2048000 bytes\nTemplate argument size: 31/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 3/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Alpe di Siusi\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Alpe di Siusi"},{"id":"wk-2","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":159.6,"end":189.6},"art":"Crocus","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n\n<p><i><b>Crocus</b></i> <small>L. 1753</small> è un genere di piante spermatofite monocotiledoni appartenenti alla famiglia delle Iridaceae. Sono piante erbacee perenni dalla tipica infiorescenza a forma di coppa.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.180 seconds\nReal time usage: 0.222 seconds\nPreprocessor visited node count: 520/1000000\nPreprocessor generated node count: 5422/1500000\nPost‐expand include size: 6661/2048000 bytes\nTemplate argument size: 986/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 8/40\nExpensive parser function count: 0/500\nLua time usage: 0.002s\nLua memory usage: 465 KB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Crocus\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Crocus"},{"id":"wk-3","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":199,"end":229},"art":"Camoscio","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n\n\n<p><b>Rupicapra</b> <span style=\"font-variant: small-caps\">Blainville, 1816</span>, è un genere della sottofamiglia dei Caprini che comprende le due specie di <b>Camoscio</b> esistenti.</p>\n<p>Comprende le seguenti specie:</p>\n\n<p>In Italia sono presenti entrambe le specie. Il Camoscio alpino con la sua sottospecie nominale, come indica il nome comune, è diffuso sull'arco alpino. Il Camoscio pirenaico è presente nell'area appenninica centrale con una sottospecie endemica <i>Rupicapra pyrenaica ornata</i>, conosciuta comunemente come Camoscio d'Abruzzo o Camoscio appenninico.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.544 seconds\nReal time usage: 0.595 seconds\nPreprocessor visited node count: 4288/1000000\nPreprocessor generated node count: 17406/1500000\nPost‐expand include size: 6722/2048000 bytes\nTemplate argument size: 1424/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 2/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Rupicapra\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Rupicapra"},{"id":"wk-4","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":242,"end":272},"art":"Parco naturale dello Sciliar","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/27/Cartello_Parco_Sciliar.JPG/162px-Cartello_Parco_Sciliar.JPG\"></div><br><div><p><span style=\"font-size: small;\"></span></p>\n\n\n\n\n\n<p>Il <b>parco naturale Sciliar-Catinaccio</b> (in tedesco <b>Naturpark Schlern-Rosengarten</b>) è un'area naturale di 6.796 ettari, che si trova nella catena delle Dolomiti occidentali in Alto Adige.</p>\n<p>Il parco naturale fu istituito nel 1974, primo dei sette parchi in Provincia di Bolzano, e assieme alla Zona di tutela paesaggistica dell’Alpe di Siusi, va a formare una grande area naturale. Il parco è famoso per due delle sue cime più famose: la <i>punta Santner</i> e la <i>punta Euringer</i>.</p>\n<p>Lo Sciliar (<i>Schlern</i>) ha come punto più alto il Monte Petz, con i suoi 2.563 metri s.l.m..</p>\n<p>Dall'anno 2003 anche il Catinaccio fa parte dell'area naturale.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.500 seconds\nReal time usage: 0.582 seconds\nPreprocessor visited node count: 2923/1000000\nPreprocessor generated node count: 22045/1500000\nPost‐expand include size: 11255/2048000 bytes\nTemplate argument size: 3812/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 23/40\nExpensive parser function count: 4/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Parco naturale dello Sciliar\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Parco naturale dello Sciliar"},{"id":"wk-5","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":441.1,"end":471.1},"art":"Avelignese","lang":"it","wiki":"<div>\n<p>Con <b>avelignese</b> si intende una razza equina che deve il proprio nome al paese di Avelengo, in provincia di Bolzano. In tedesco la stessa città è chiamata Hafling e il cavallo è quindi conosciuto con il nome Haflinger.</p>\n<p>Tutti gli avelignesi austriaci portano il marchio della stella alpina con la lettera H al centro della fronte e, per questo, sono spesso chiamati Pony Edelweiss.</p>\n<p>Questa razza si distingue per il suo mantello sauro o palomino con coda e criniera chiare. All'inizio selezionato specialmente come animale da soma, negli anni sessanta e settanta divenne popolare per le sue attitudini sportive da sella.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.084 seconds\nReal time usage: 0.096 seconds\nPreprocessor visited node count: 22/1000000\nPreprocessor generated node count: 146/1500000\nPost‐expand include size: 51/2048000 bytes\nTemplate argument size: 0/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 3/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Avelignese\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Avelignese"},{"id":"wk-6","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":485.3,"end":515.3},"art":"Maso","lang":"it","wiki":"<div>\n\n<p>Il <b>maso</b> (in tedesco <i>Bauernhof</i>; in <i>solandro</i> <i>màs </i> o <i>tablà</i>; in <i>nones</i> ed in dialetto trentino <i>màs</i>) è una abitazione rurale tipica del Trentino-Alto Adige. Il maso consta, solitamente, di un fienile, una stalla e una piccola stanza adibita alla cottura dei cibi e alla preparazione del formaggio. Il fienile, la stalla, e la cucina possono essere compresi in un unico edificio (in questo caso il fienile sovrasta la stalla e la cucina è laterale). Oppure il fienile e la stalla (ted. <i>Futterhaus</i>) possono essere costruiti in un edificio piuttosto lontano dall'abitazione della famiglia contadina (ted. <i>Feuerhaus</i>). I masi non presentano uno stile di costruzione omogeneo. Questo, anzi, varia a seconda delle zone in cui si trova. Così anche l'impiego dei materiali. Prevalentemente legno nelle valli ricche di foreste; legno e muratura laddove l'apporto di pietra e calce non era particolarmente difficoltoso.</p>\n<p>Il maso, poi, in quanto antica abitazione della famiglia contadina trentina e sudtirolese, è attorniato da prati destinati allo sfalcio o al pascolo. Un maso era prevalentemente abitato dal tardo autunno fino alla tarda primavera, ovvero quando la famiglia contadina era costretta a scendere a valle col bestiame di ritorno (transumanza), infatti nei prati del maso venivano fatte pascolare le mucche, prima che queste salissero all'alpeggio.</p>\n<p>D'estate, poi, i prati venivano falciati e il fieno prodotto era ricondotto a valle in inverno utilizzando le slitte. Per garantire l'apporto quotidiano di latte e uova in estate, nel maso venivano comunque tenute delle capre e delle galline, a volte una o due mucche. L'orto è una componente indispensabile del complesso agricolo che fa capo al maso.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.104 seconds\nReal time usage: 0.127 seconds\nPreprocessor visited node count: 59/1000000\nPreprocessor generated node count: 489/1500000\nPost‐expand include size: 386/2048000 bytes\nTemplate argument size: 6/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 8/40\nExpensive parser function count: 0/500\nLua time usage: 0.003s\nLua memory usage: 465 KB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Maso\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Maso"},{"id":"wk-7","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":525.7,"end":555.7},"art":"Capriolo","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n\n<p>Il <b>capriolo</b> (<i>Capreolus capreolus</i>, Linnaeus 1758) è un ungulato che vive in Europa e Asia. Ha palchi corti, in genere con 3 punte per lato nei soggetti adulti. Il corpo è di un colore tra il rosso ed il marrone, il muso verso il grigio; è molto veloce e grazioso e vive su altipiani e montagne.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.196 seconds\nReal time usage: 0.243 seconds\nPreprocessor visited node count: 497/1000000\nPreprocessor generated node count: 6400/1500000\nPost‐expand include size: 6417/2048000 bytes\nTemplate argument size: 944/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Capreolus capreolus\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Capreolus capreolus"},{"id":"wk-8","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":630.9,"end":660.9},"art":"Castello di Presule","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/7a/Castel_Presule_2.jpg/280px-Castel_Presule_2.jpg\"></div><br><div>\n<p>Il <b>Castello di Presule</b> (in tedesco <i><b>Schloss Prösels</b></i>) è un castello dell'Alto Adige, che si trova nell'altipiano dello Sciliar, nel cuore delle Dolomiti, precisamente nel comune di Fiè allo Sciliar.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.548 seconds\nReal time usage: 0.618 seconds\nPreprocessor visited node count: 2450/1000000\nPreprocessor generated node count: 33608/1500000\nPost‐expand include size: 29935/2048000 bytes\nTemplate argument size: 9853/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 22/40\nExpensive parser function count: 5/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Castello di Presule\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Castello di Presule"},{"id":"wk-9","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":685.1,"end":715.1},"art":"Oswald von Wolkenstein","lang":"it","wiki":"<div>\n\n<p><b>Oswald von Wolkenstein</b> (presumibilmente Val Pusteria, 1377 – Merano, 2 agosto 1445) è stato un poeta, compositore e diplomatico tedesco.</p>\n<p>Il suo casato deriva da Wolkenstein in Val Gardena.</p>\n<p>Nacque con buona probabilità a Castel Schöneck, presso Falzes in Val Pusteria, dove il padre era castellano nell'anno della nascita di Oswald. Tuttavia visse per gran parte della sua vita presso Siusi allo Sciliar, dove sono ancora visibili i ruderi della sua abitazione, il Castelvecchio (in ted. <i>Burg Hauenstein</i>) immerso nei boschi ai piedi dello Sciliar.</p>\n<p>La sua lapide è a Bressanone, nei pressi del Duomo, mentre la sua sepoltura avvenne - secondo disposizione testamentaria - nel convento agostianiano di Novacella.</p>\n<p>Viaggiò in tutta Europa, fino in Georgia, e entrò a far parte dell'Ordine del Dragone che aveva tra i suoi componenti Vlad III di Valacchia e Sigismondo di Lussemburgo, imperatore del Sacro Romano Impero.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 1.296 seconds\nReal time usage: 1.359 seconds\nPreprocessor visited node count: 10313/1000000\nPreprocessor generated node count: 31724/1500000\nPost‐expand include size: 4849/2048000 bytes\nTemplate argument size: 1941/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 16/40\nExpensive parser function count: 17/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Oswald von Wolkenstein\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Oswald von Wolkenstein"},{"id":"wk-10","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":847,"end":877},"art":"Marmotta","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n\n\n\n<p>Le <b>marmotte</b> (<i>Marmota</i> <span style=\"font-variant: small-caps\">Blumenbach, 1779</span>) sono un genere di roditori della famiglia Sciuridae.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.620 seconds\nReal time usage: 0.687 seconds\nPreprocessor visited node count: 4458/1000000\nPreprocessor generated node count: 17872/1500000\nPost‐expand include size: 12397/2048000 bytes\nTemplate argument size: 3568/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 5/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Marmota\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Marmota"},{"id":"wk-11","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":975.1,"end":1005.1},"art":"Borago officinalis","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n\n\n<p>La <b>borragine</b> (<i><b>Borago officinalis</b></i>, L.) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Boraginaceae.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.584 seconds\nReal time usage: 0.629 seconds\nPreprocessor visited node count: 4841/1000000\nPreprocessor generated node count: 16250/1500000\nPost‐expand include size: 6662/2048000 bytes\nTemplate argument size: 1436/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 10/40\nExpensive parser function count: 2/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Borago officinalis\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Borago officinalis"},{"id":"wk-12","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1102,"end":1132},"art":"Castelrotto","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/4/44/Castelrotto-Stemma.png/80px-Castelrotto-Stemma.png\"></div><br><div>\n\n\n<p><b>Castelrotto</b> (<i><b>Kastelruth</b></i> in tedesco, <i><b>Ciastel</b></i> in ladino) è un comune italiano di 6.456 abitanti della Provincia Autonoma di Bolzano. È inoltre un comune mercato.</p>\n<p>Parte del suo territorio comunale si trova all'interno del parco naturale dello Sciliar, ai piedi dell'Alpe di Siusi, la cui vicinanza ha permesso lo sviluppo di un fiorente turismo, tanto estivo quanto invernale.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.536 seconds\nReal time usage: 0.620 seconds\nPreprocessor visited node count: 2901/1000000\nPreprocessor generated node count: 23353/1500000\nPost‐expand include size: 29827/2048000 bytes\nTemplate argument size: 5542/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 19/40\nExpensive parser function count: 8/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Castelrotto\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Castelrotto"},{"id":"wk-13","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1245.3,"end":1275.3},"art":"Rhododendron","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n\n\n\n\n\n<p>L'<b>azalea</b> e il <b>rododendro</b> sono piante appartenenti al genere <i>Rhododendron</i> <small>(L. 1753)</small> della famiglia delle Ericaceae, originario dell'Eurasia e America. Il nome deriva dalle parole greche <i>ῥόδον</i> (<i>rhodon</i>, rosa) e <i>δένδρον</i> (<i>dendron</i>, albero). Tale genere comprende oltre 500 specie, infiniti ibridi e varietà, di piante arbustive, che vanno da 40 a 90 cm, con chiome a portamento aperto, grandi, ruvide, ovali o lanceolate, di colore verde scuro lucido superiormente, più chiare o di colore rugginoso sulla pagina inferiore, con il margine glabro e revoluto, fiori semplici o doppi, dai colori vistosi, campanulati, con lobi a volte ondulati, riuniti in grandi mazzi, alle estremità dei rami. Fioriscono fra la primavera e l'estate, a seconda della specie. Il genere <i>Rhododendron</i> è stato suddiviso in 8 sottogeneri.</p>\n<p>Le azalee, che appartengono ai sottogeneri, <i>Pentanthera</i>, rappresentato dal <i>Rhododendron nudiflorum</i>, e <i>Tsutsusi</i>, rappresentato dal <i>Rhododendron tsutsusi</i>, presentano chiome compatte e raccolte e foglie lanceolate di colore verde lucente, con grappoli di fiori dai colori vivaci, di tutte le sfumature del bianco, rosa, rosso, magenta, con alcune varietà a fiori bicolori. Esse si distinguono dai rododendri principalmente per le dimensioni, decisamente più ridotte rispetto ai secondi, ma anche per le foglie, che nelle azalee non sono persistenti.</p>\n<p>L'azalea è una pianta conosciuta fin dai tempi più antichi soprattutto per il nettare di cui sono particolarmente ricche. Alcune specie di azalea sono però velenose come riporta Plinio che riferisce di un'intossicazione dei soldati dell'esercito romano, durante la campagna asiatica, provocata da miele di specie velenose di azalea. Altri casi di avvelenamento causato da \"miele tossico\" di rododendro/azalea sono riportati da Senofonte, Aristotele, Strabone e Columella.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.228 seconds\nReal time usage: 0.329 seconds\nPreprocessor visited node count: 545/1000000\nPreprocessor generated node count: 5983/1500000\nPost‐expand include size: 4899/2048000 bytes\nTemplate argument size: 858/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 8/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Rhododendron\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Rhododendron"},{"id":"wk-14","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1311.3,"end":1341.3},"art":"Dolomia","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/80/7092_pieskovna_Dolinka_pri_Hradisti_pod_Vratnom_dolomit.JPG/280px-7092_pieskovna_Dolinka_pri_Hradisti_pod_Vratnom_dolomit.JPG\"></div><br><div>\n\n<p>La <b>dolomia</b> è una roccia sedimentaria carbonatica costituita principalmente dal minerale dolomite, chimicamente un carbonato doppio di calcio e magnesio.</p>\n<p>Questa roccia prende il suo nome (come il minerale dolomite) dal naturalista e geologo francese Déodat de Dolomieu (1750-1801), il quale nel 1791 osservò tale roccia nei gruppi montuosi delle Dolomiti nel nord Italia.</p>\n<p>Quando in un calcare la calcite è parzialmente sostituita da dolomite, esso viene chiamato calcare magnesiaco, calcare dolomitico o dolomia calcarea in funzione della specie mineralogica dominante in percentuale. Nello schema seguente è riportata la classificazione completa dei termini di transizione tra dolomie e calcari:</p>\n\n<p>Il metodo tradizionalmente usato per distinguere, in maniera speditiva sul terreno, nelle rocce carbonatiche fra calcare e dolomia è la prova dell'acido cloridrico (HCl): una goccia di acido (diluito in acqua al 5% di concentrazione) viene versata su un campione di roccia: il calcare reagisce immediatamente con una schiuma effervescente, mentre la dolomia rimane apparentemente inerte .<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.244 seconds\nReal time usage: 0.290 seconds\nPreprocessor visited node count: 1205/1000000\nPreprocessor generated node count: 20340/1500000\nPost‐expand include size: 5469/2048000 bytes\nTemplate argument size: 2124/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 11/40\nExpensive parser function count: 3/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Dolomia\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Dolomia"}]}

Sciliar, l'alpe delle streghe

 

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