{"video":[],"contents":[{"id":"gm-0","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":51.8,"end":81.8},"zoom":4,"mapType":"roadmap","ind":"Ngoto, République centrafricaine","loc":{"lat":"4.02","lng":"17.34"}},{"id":"wk-1","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":338,"end":370},"art":"Foresta pluviale tropicale","lang":"it","wiki":"<div>\n\n<p>Le <b>foreste pluviali tropicali</b> sono un tipo di foresta pluviale localizzate nella fascia equatoriale della Terra. Sono comuni in Asia, Australia, Africa, Sud America, America Centrale, Messico meridionale e in numerose isole del Pacifico. Rappresentano il bioma terrestre con la massima biodiversità, dato che ospitano da sole circa una metà delle specie viventi animali e vegetali terrestri.</p>\n<p>Le foreste pluviali tropicali hanno uno scarso sottobosco, in quanto la luce del Sole difficilmente raggiunge il livello del suolo. Questo rende più agevole il movimento nella foresta per uomini e animali. Quando il tessuto forestale è interrotto, il suolo è rapidamente colonizzato da piante pioniere e da un fitto intreccio di liane e giovani alberi, denominato <i>giungla</i>.</p>\n<p>Le foreste pluviali tropicali sono considerate \"la più grande farmacia del pianeta\" in quanto circa un quarto dei principi attivi impiegati in farmacologia deriva da vegetali.</p>\n\n<p><br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.208 seconds\nReal time usage: 0.237 seconds\nPreprocessor visited node count: 103/1000000\nPreprocessor generated node count: 741/1500000\nPost‐expand include size: 515/2048000 bytes\nTemplate argument size: 158/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 6/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Foresta pluviale tropicale\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Foresta pluviale tropicale"},{"id":"wk-2","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":137,"end":167},"art":"Repubblica Centrafricana","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6f/Flag_of_the_Central_African_Republic.svg/125px-Flag_of_the_Central_African_Republic.svg.png\"></div><br><div>\n<p>La <b>Repubblica Centrafricana</b> (fr. <i>République centrafricaine</i>) è uno stato dell'Africa Centrale, la cui capitale è Bangui.</p>\n<p>La repubblica confina a nord con il Ciad, a est con il Sudan e il Sudan del Sud, a sud con la Repubblica Democratica del Congo e la Repubblica del Congo e a ovest con il Camerun; è uno stato senza sbocco al mare.</p>\n<p>In passato fu una colonia francese con il nome di Ubangi Shari; assunse il nome attuale all'atto dell'indipendenza, nel 1960. Dopo trent’anni di governo prevalentemente militare, nel 1993 si insediò un governo civile durato dieci anni.</p>\n<p>Nel marzo 2003 il presidente Patassé ed il suo governo sono stati deposti con un colpo di stato dal generale François Bozizé, che ha formato un governo di transizione. Nelle contestate elezioni di marzo e maggio 2005 il generale Bozizé è stato eletto presidente. Il governo non ha però il completo controllo del territorio e sacche di illegalità sono registrate nelle campagne e nelle province del nord, dove continuano gli scontri tra i 2 maggiori gruppi ribelli ed il governo. L’instabilità dei paesi confinanti (Ciad, Sudan e Repubblica Democratica del Congo) influisce inoltre negativamente sulla stabilità interna del paese.</p>\n<p>La Repubblica Centrafricana è uno dei paesi più poveri della Terra.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.200 seconds\nReal time usage: 0.309 seconds\nPreprocessor visited node count: 389/1000000\nPreprocessor generated node count: 2320/1500000\nPost‐expand include size: 7054/2048000 bytes\nTemplate argument size: 2055/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 4/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica Centrafricana\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Repubblica Centrafricana"},{"id":"wk-3","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":609.9,"end":639.9},"art":"Halcyon senegaloides","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n\n<p>Il <b>martin pescatore delle mangrovie</b> (<i>Halcyon senegaloides</i> <span style=\"font-variant: small-caps\">A. Smith, 1834</span>) è un uccello della famiglia Alcedinidae, diffuso in Africa.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.532 seconds\nReal time usage: 0.594 seconds\nPreprocessor visited node count: 5406/1000000\nPreprocessor generated node count: 17248/1500000\nPost‐expand include size: 7529/2048000 bytes\nTemplate argument size: 1413/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 2/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Halcyon senegaloides\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Halcyon senegaloides"},{"id":"wk-4","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":667.9,"end":697.9},"art":"Osteolaemus tetraspis","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n<p>L'<b>osteolemo</b> (<i><b>Osteolaemus tetraspis</b></i>), detto anche <b>coccodrillo nano</b>, è un rettile che vive nelle acque stagnanti o in fiumi a lento scorrimento nelle foreste pluviali delle regioni dell'Africa centro-occidentale.<br></p>\n<p>Il nome <i>osteolaemus</i>, significa letteralmente gola di osso e <i>tetraspis</i> quattro scudi riferito alla presenza di quattro placche ossee al di sotto delle piastre cornee del collo. È definito nano per la sua piccola taglia (1,6 m per la femmina e 1,9 m per il maschio), ha il muso molto tozzo rivolto verso l'alto e la palpebra quasi completamente ossificata.</p>\n<p>Il corpo caratterizzato da placche osse (osteodermi) sull'addome, sulla schiena e sulla coda, ha una livrea che negli esemplari giovani è molto vivace presentando sul dorso delle strisce gialle-rosa su un fondo nero e la pancia una colorazione a macchie giallo-nere.<br>\nGli adulti perdono questa vivacità cromatica mantenendo un mantello di colore nero.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.136 seconds\nReal time usage: 0.170 seconds\nPreprocessor visited node count: 496/1000000\nPreprocessor generated node count: 6147/1500000\nPost‐expand include size: 5659/2048000 bytes\nTemplate argument size: 901/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Osteolaemus tetraspis\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Osteolaemus tetraspis"},{"id":"wk-5","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":814.7,"end":844.7},"art":"Stagione delle piogge","lang":"it","wiki":"<div>\n\n<p>In climatologia viene definita <b>stagione delle piogge</b> la stagione dell'anno in cui, in una determinata zona geografica, la piovosità è particolarmente elevata e raggiunge il picco massimo annuale. L'espressione viene usata in genere con riferimento ai paesi con clima equatoriale e tropicale.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.056 seconds\nReal time usage: 0.078 seconds\nPreprocessor visited node count: 1/1000000\nPreprocessor generated node count: 4/1500000\nPost‐expand include size: 0/2048000 bytes\nTemplate argument size: 0/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 1/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Stagione delle piogge\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Stagione delle piogge"},{"id":"wk-6","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1009,"end":1039},"art":"Cephalophinae","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n\n<p>I <b>Cefalofini</b> (<b>Cephalophinae</b> <span style=\"font-variant: small-caps\">Gray, 1871</span>) sono una delle otto sottofamiglie della famiglia dei Bovidi. Comprendono delle piccole antilopi africane, note come cefalofi, diffuse nelle foreste. Sebbene ve ne sia un gran numero di specie, la loro storia naturale è ancora in gran parte sconosciuta.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.168 seconds\nReal time usage: 0.275 seconds\nPreprocessor visited node count: 418/1000000\nPreprocessor generated node count: 5981/1500000\nPost‐expand include size: 4101/2048000 bytes\nTemplate argument size: 881/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Cephalophinae\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Cephalophinae"},{"id":"wk-7","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1121.5,"end":1151.5},"art":"Cercopithecus cephus","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n<p>Il <b>Cefo</b> (<i>Cercopithecus cephus</i>) è un primate della famiglia delle Cercopithecidae.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.148 seconds\nReal time usage: 0.186 seconds\nPreprocessor visited node count: 474/1000000\nPreprocessor generated node count: 6089/1500000\nPost‐expand include size: 7396/2048000 bytes\nTemplate argument size: 1268/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Cercopithecus cephus\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Cercopithecus cephus"},{"id":"wk-8","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1608,"end":1638},"art":"Philantomba monticola","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n<p>Il <b>cefalofo azzurro</b> (<i><b>Philantomba monticola</b></i> <span style=\"font-variant: small-caps\">Thunberg, 1789</span>) è un piccolo cefalofo diffuso nelle foreste dell'Africa centrale e delle regioni meridionali del Sudafrica.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.272 seconds\nReal time usage: 0.309 seconds\nPreprocessor visited node count: 487/1000000\nPreprocessor generated node count: 6271/1500000\nPost‐expand include size: 6302/2048000 bytes\nTemplate argument size: 1179/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Philantomba monticola\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Philantomba monticola"},{"id":"wk-9","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1701.2,"end":1731.2},"art":"Bitis gabonica","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n<p>La <i><b>Bitis gabonica</b></i>, conosciuta anche come «la morte vestita a festa» per la colorazione particolare della sua livrea, è la più grande vipera esistente (2 metri di lunghezza per 11 kg)</p>\n<p>Sono state classificate due sottospecie di <b>vipera del Gabon</b> entrambe molto velenose:</p>\n\n<p>Il corpo, molto tozzo, può raggiungere una circonferenza di 40 cm. Si nutre di mammiferi e uccelli; attacca soltanto se si sente minacciata. La femmina partorisce anche 50 esemplari.</p>\n<p>La Vipera del Gabon ha i denti veleniferi più lunghi di qualsiasi altro serpente: possono raggiungere i 4,5cm. Il suo morso è estremamente doloroso ed il veleno, costituito da 35 proteine appartenenti a 12 famiglie di tossine, ha un effetto citotossico e un'azione anticoaugolante. 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Ha una radice a tubero commestibile, e per questo motivo è coltivata in gran parte delle regioni tropicali e subtropicali del mondo. La radice di manioca è in effetti la terza più importante fonte di carboidrati (e senza glutine ) nell'alimentazione umana mondiale nei Paesi tropicali, assieme all'igname e all'albero del pane, ed è una delle principali fonti di cibo per molte popolazioni africane. La radice viene preparata e cucinata in moltissimi diversi modi; tra l'altro, se ne ricava una fecola nota come tapioca. Tutte le varietà moderne di <i>M. esculenta</i> sono prodotto dell'addomesticamento e della selezione artificiale da parte dell'uomo.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.256 seconds\nReal time usage: 0.291 seconds\nPreprocessor visited node count: 377/1000000\nPreprocessor generated node count: 4881/1500000\nPost‐expand include size: 4262/2048000 bytes\nTemplate argument size: 702/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 8/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Manihot esculenta\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Manihot esculenta"},{"id":"wk-11","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1844,"end":1874},"art":"Testudo (zoologia)","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n<p><i><b>Testudo</b></i> è un genere di rettili appartenente all'ordine delle testuggini.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.256 seconds\nReal time usage: 0.301 seconds\nPreprocessor visited node count: 430/1000000\nPreprocessor generated node count: 6037/1500000\nPost‐expand include size: 4762/2048000 bytes\nTemplate argument size: 1059/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Testudo (zoologia)\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Testudo (zoologia)"},{"id":"wk-12","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":2079.8,"end":2109.8},"art":"Potamochoerus larvatus","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n<p>Il <b>Potamocero</b> (<i>Potamochoerus larvatus</i> F.Cuvier, 1822) è un mammifero della famiglia dei suidi, diffuso dalla Somalia alla provincia del Natal in Sudafrica. Vive inoltre in Madagascar, nelle Comore e a Mayotte, dove è stato probabilmente introdotto dall'uomo.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.236 seconds\nReal time usage: 0.272 seconds\nPreprocessor visited node count: 380/1000000\nPreprocessor generated node count: 5723/1500000\nPost‐expand include size: 5212/2048000 bytes\nTemplate argument size: 676/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Potamochoerus larvatus\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Potamochoerus larvatus"},{"id":"wk-13","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":2217.1,"end":2247.1},"art":"Cephalophus callipygus","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n<p>Il <b>cefalofo di Peters</b> (<i><b>Cephalophus callipygus</b></i> <span style=\"font-variant: small-caps\">Peters, 1876</span>) è una piccola antilope originaria delle foreste pluviali dell'Africa centrale. Appartiene a un gruppo di timidi ed elusivi mammiferi africani, i cefalofi, che vengono quasi sempre avvistati di sfuggita mentre si tuffano al riparo tra la fitta vegetazione.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.148 seconds\nReal time usage: 0.190 seconds\nPreprocessor visited node count: 436/1000000\nPreprocessor generated node count: 6027/1500000\nPost‐expand include size: 5863/2048000 bytes\nTemplate argument size: 1002/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Cephalophus callipygus\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Cephalophus callipygus"},{"id":"wk-14","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":2353.2,"end":2383.2},"art":"Bangui","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/b5/Bangui_collage.png/218px-Bangui_collage.png\"></div><br><div>\n\n\n<p><b>Bangui</b> (pronuncia francese: [bɑɡi]) è la capitale e la più grande città della Repubblica Centrafricana. A partire dal 2012 aveva una popolazione stimata di 734.350. Fondata dai francesi nel 1889 come 'Bongai', che significa 'rapide', si trova sulla riva settentrionale del fiume Ubangi, ed è cresciuto in una città durante il suo periodo come parte dell'Africa equatoriale francese. La maggior parte della popolazione della Repubblica Centrafricana vive nella parte occidentale del paese, a Bangui e l'area circostante.La città forma un comune autonomo (comune autonome) della Repubblica Centrafricana, che è circondato dal Ombella-M'Poko prefettura. Il comune ha una superficie di 67 chilometri quadrati (26 miglia quadrati) ed è la più piccola divisione amministrativa di alto livello nel paese, ma il più alto in termini di popolazione. La città è composta da 8 distretti urbani (circoscrizioni), 16 gruppi ('Groupements') e 205 quartieri ('quartieri'). Come la capitale della Repubblica Centrafricana, Bangui funge, commercio, centro commerciale e amministrativo. E 'servito dalla M'Poko International Airport Bangui. L'Assemblea nazionale, edifici governativi, le banche, le imprese straniere e le ambasciate, ospedali, alberghi, mercati principali e la prigione centrale Ngaragba sono tutti situati qui. Bangui produce tessuti, prodotti alimentari, birra, scarpe e sapone. La Cathédrale Notre-Dame è la sede dell'arcidiocesi cattolica di Bangui. La città è anche sede dell'Università di Bangui, inaugurato nel 1970. Bangui è stato teatro di intensa attività dei ribelli e distruzione durante decenni di sconvolgimenti politici, tra cui la ribellione in corso. 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È una delle due specie ancora viventi della famiglia <i>Hippopotamidae</i> (altre due si sono estinte in tempi recenti).<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.216 seconds\nReal time usage: 0.329 seconds\nPreprocessor visited node count: 553/1000000\nPreprocessor generated node count: 6580/1500000\nPost‐expand include size: 6781/2048000 bytes\nTemplate argument size: 1204/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Hippopotamus amphibius\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Hippopotamus amphibius"},{"id":"gm-0","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":51.8,"end":81.8},"zoom":4,"mapType":"roadmap","ind":"Ngoto, République centrafricaine","loc":{"lat":"4.02","lng":"17.34"}},{"id":"wk-1","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":338,"end":370},"art":"Foresta pluviale tropicale","lang":"it","wiki":"<div>\n\n<p>Le <b>foreste pluviali tropicali</b> sono un tipo di foresta pluviale localizzate nella fascia equatoriale della Terra. Sono comuni in Asia, Australia, Africa, Sud America, America Centrale, Messico meridionale e in numerose isole del Pacifico. Rappresentano il bioma terrestre con la massima biodiversità, dato che ospitano da sole circa una metà delle specie viventi animali e vegetali terrestri.</p>\n<p>Le foreste pluviali tropicali hanno uno scarso sottobosco, in quanto la luce del Sole difficilmente raggiunge il livello del suolo. Questo rende più agevole il movimento nella foresta per uomini e animali. Quando il tessuto forestale è interrotto, il suolo è rapidamente colonizzato da piante pioniere e da un fitto intreccio di liane e giovani alberi, denominato <i>giungla</i>.</p>\n<p>Le foreste pluviali tropicali sono considerate \"la più grande farmacia del pianeta\" in quanto circa un quarto dei principi attivi impiegati in farmacologia deriva da vegetali.</p>\n\n<p><br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.208 seconds\nReal time usage: 0.237 seconds\nPreprocessor visited node count: 103/1000000\nPreprocessor generated node count: 741/1500000\nPost‐expand include size: 515/2048000 bytes\nTemplate argument size: 158/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 6/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Foresta pluviale tropicale\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Foresta pluviale tropicale"},{"id":"wk-2","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":137,"end":167},"art":"Repubblica Centrafricana","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6f/Flag_of_the_Central_African_Republic.svg/125px-Flag_of_the_Central_African_Republic.svg.png\"></div><br><div>\n<p>La <b>Repubblica Centrafricana</b> (fr. <i>République centrafricaine</i>) è uno stato dell'Africa Centrale, la cui capitale è Bangui.</p>\n<p>La repubblica confina a nord con il Ciad, a est con il Sudan e il Sudan del Sud, a sud con la Repubblica Democratica del Congo e la Repubblica del Congo e a ovest con il Camerun; è uno stato senza sbocco al mare.</p>\n<p>In passato fu una colonia francese con il nome di Ubangi Shari; assunse il nome attuale all'atto dell'indipendenza, nel 1960. Dopo trent’anni di governo prevalentemente militare, nel 1993 si insediò un governo civile durato dieci anni.</p>\n<p>Nel marzo 2003 il presidente Patassé ed il suo governo sono stati deposti con un colpo di stato dal generale François Bozizé, che ha formato un governo di transizione. Nelle contestate elezioni di marzo e maggio 2005 il generale Bozizé è stato eletto presidente. Il governo non ha però il completo controllo del territorio e sacche di illegalità sono registrate nelle campagne e nelle province del nord, dove continuano gli scontri tra i 2 maggiori gruppi ribelli ed il governo. L’instabilità dei paesi confinanti (Ciad, Sudan e Repubblica Democratica del Congo) influisce inoltre negativamente sulla stabilità interna del paese.</p>\n<p>La Repubblica Centrafricana è uno dei paesi più poveri della Terra.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.200 seconds\nReal time usage: 0.309 seconds\nPreprocessor visited node count: 389/1000000\nPreprocessor generated node count: 2320/1500000\nPost‐expand include size: 7054/2048000 bytes\nTemplate argument size: 2055/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 4/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica Centrafricana\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Repubblica Centrafricana"},{"id":"wk-3","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":609.9,"end":639.9},"art":"Halcyon senegaloides","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n\n<p>Il <b>martin pescatore delle mangrovie</b> (<i>Halcyon senegaloides</i> <span style=\"font-variant: small-caps\">A. Smith, 1834</span>) è un uccello della famiglia Alcedinidae, diffuso in Africa.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.532 seconds\nReal time usage: 0.594 seconds\nPreprocessor visited node count: 5406/1000000\nPreprocessor generated node count: 17248/1500000\nPost‐expand include size: 7529/2048000 bytes\nTemplate argument size: 1413/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 2/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Halcyon senegaloides\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Halcyon senegaloides"},{"id":"wk-4","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":667.9,"end":697.9},"art":"Osteolaemus tetraspis","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n<p>L'<b>osteolemo</b> (<i><b>Osteolaemus tetraspis</b></i>), detto anche <b>coccodrillo nano</b>, è un rettile che vive nelle acque stagnanti o in fiumi a lento scorrimento nelle foreste pluviali delle regioni dell'Africa centro-occidentale.<br></p>\n<p>Il nome <i>osteolaemus</i>, significa letteralmente gola di osso e <i>tetraspis</i> quattro scudi riferito alla presenza di quattro placche ossee al di sotto delle piastre cornee del collo. È definito nano per la sua piccola taglia (1,6 m per la femmina e 1,9 m per il maschio), ha il muso molto tozzo rivolto verso l'alto e la palpebra quasi completamente ossificata.</p>\n<p>Il corpo caratterizzato da placche osse (osteodermi) sull'addome, sulla schiena e sulla coda, ha una livrea che negli esemplari giovani è molto vivace presentando sul dorso delle strisce gialle-rosa su un fondo nero e la pancia una colorazione a macchie giallo-nere.<br>\nGli adulti perdono questa vivacità cromatica mantenendo un mantello di colore nero.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.136 seconds\nReal time usage: 0.170 seconds\nPreprocessor visited node count: 496/1000000\nPreprocessor generated node count: 6147/1500000\nPost‐expand include size: 5659/2048000 bytes\nTemplate argument size: 901/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Osteolaemus tetraspis\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Osteolaemus tetraspis"},{"id":"wk-5","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":814.7,"end":844.7},"art":"Stagione delle piogge","lang":"it","wiki":"<div>\n\n<p>In climatologia viene definita <b>stagione delle piogge</b> la stagione dell'anno in cui, in una determinata zona geografica, la piovosità è particolarmente elevata e raggiunge il picco massimo annuale. L'espressione viene usata in genere con riferimento ai paesi con clima equatoriale e tropicale.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.056 seconds\nReal time usage: 0.078 seconds\nPreprocessor visited node count: 1/1000000\nPreprocessor generated node count: 4/1500000\nPost‐expand include size: 0/2048000 bytes\nTemplate argument size: 0/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 1/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Stagione delle piogge\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Stagione delle piogge"},{"id":"wk-6","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1009,"end":1039},"art":"Cephalophinae","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n\n<p>I <b>Cefalofini</b> (<b>Cephalophinae</b> <span style=\"font-variant: small-caps\">Gray, 1871</span>) sono una delle otto sottofamiglie della famiglia dei Bovidi. Comprendono delle piccole antilopi africane, note come cefalofi, diffuse nelle foreste. Sebbene ve ne sia un gran numero di specie, la loro storia naturale è ancora in gran parte sconosciuta.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.168 seconds\nReal time usage: 0.275 seconds\nPreprocessor visited node count: 418/1000000\nPreprocessor generated node count: 5981/1500000\nPost‐expand include size: 4101/2048000 bytes\nTemplate argument size: 881/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Cephalophinae\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Cephalophinae"},{"id":"wk-7","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1121.5,"end":1151.5},"art":"Cercopithecus cephus","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n<p>Il <b>Cefo</b> (<i>Cercopithecus cephus</i>) è un primate della famiglia delle Cercopithecidae.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.148 seconds\nReal time usage: 0.186 seconds\nPreprocessor visited node count: 474/1000000\nPreprocessor generated node count: 6089/1500000\nPost‐expand include size: 7396/2048000 bytes\nTemplate argument size: 1268/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Cercopithecus cephus\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Cercopithecus cephus"},{"id":"wk-8","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1608,"end":1638},"art":"Philantomba monticola","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n<p>Il <b>cefalofo azzurro</b> (<i><b>Philantomba monticola</b></i> <span style=\"font-variant: small-caps\">Thunberg, 1789</span>) è un piccolo cefalofo diffuso nelle foreste dell'Africa centrale e delle regioni meridionali del Sudafrica.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.272 seconds\nReal time usage: 0.309 seconds\nPreprocessor visited node count: 487/1000000\nPreprocessor generated node count: 6271/1500000\nPost‐expand include size: 6302/2048000 bytes\nTemplate argument size: 1179/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Philantomba monticola\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Philantomba monticola"},{"id":"wk-9","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1701.2,"end":1731.2},"art":"Bitis gabonica","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Information-silk.svg/16px-Information-silk.svg.png\"></div><br><div>\n<p>La <i><b>Bitis gabonica</b></i>, conosciuta anche come «la morte vestita a festa» per la colorazione particolare della sua livrea, è la più grande vipera esistente (2 metri di lunghezza per 11 kg)</p>\n<p>Sono state classificate due sottospecie di <b>vipera del Gabon</b> entrambe molto velenose:</p>\n\n<p>Il corpo, molto tozzo, può raggiungere una circonferenza di 40 cm. Si nutre di mammiferi e uccelli; attacca soltanto se si sente minacciata. La femmina partorisce anche 50 esemplari.</p>\n<p>La Vipera del Gabon ha i denti veleniferi più lunghi di qualsiasi altro serpente: possono raggiungere i 4,5cm. Il suo morso è estremamente doloroso ed il veleno, costituito da 35 proteine appartenenti a 12 famiglie di tossine, ha un effetto citotossico e un'azione anticoaugolante. 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Ha una radice a tubero commestibile, e per questo motivo è coltivata in gran parte delle regioni tropicali e subtropicali del mondo. La radice di manioca è in effetti la terza più importante fonte di carboidrati (e senza glutine ) nell'alimentazione umana mondiale nei Paesi tropicali, assieme all'igname e all'albero del pane, ed è una delle principali fonti di cibo per molte popolazioni africane. La radice viene preparata e cucinata in moltissimi diversi modi; tra l'altro, se ne ricava una fecola nota come tapioca. 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Appartiene a un gruppo di timidi ed elusivi mammiferi africani, i cefalofi, che vengono quasi sempre avvistati di sfuggita mentre si tuffano al riparo tra la fitta vegetazione.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nCPU time usage: 0.148 seconds\nReal time usage: 0.190 seconds\nPreprocessor visited node count: 436/1000000\nPreprocessor generated node count: 6027/1500000\nPost‐expand include size: 5863/2048000 bytes\nTemplate argument size: 1002/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Cephalophus callipygus\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Cephalophus callipygus"}]}

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